Il giorno tanto atteso è arrivato. Anche Cagliari ha potuto osservare l’eclissi solare che oggi ha attraversato i cieli d’Europa, con il disco della Luna arrivato a coprire gran parte del Sole anche dal capoluogo sardo.

Già dalle 18 le persone, arrivate da città e da hinterland, hanno cominciato a raggiungere i punti panoramici migliori tra cui viale Buoncammino; un centinaio si sono radunate di fronte all’ex carcere per non perdersi l’appuntamento. In mano, tutto il necessario per guardare verso il cielo senza rischi per gli occhi: occhiali speciali, filtri, lastre e persino qualche maschera da saldatore.

C’è chi è arrivato attrezzato con macchine fotografiche e obiettivi, chi ha scelto strumenti più improvvisati e chi, semplicemente, si è fermato a osservare insieme agli altri. Una piccola folla che per qualche minuto ha lasciato le strade della città per guardare verso il cielo.

A Buoncammino, però, il cielo non ha regalato lo spettacolo che molti si aspettavano. Le nuvole hanno coperto a tratti il Sole, costringendo i presenti ad aspettare ogni apertura del cielo con gli strumenti alla mano. «Noi eravamo pronti, l’unica incognita era la nuvola», racconta Giovanni, armato di occhiali protettivi e di filtri per l’obiettivo.

Tra i presenti anche Michele ed Eleonora, arrivati da Quartu insieme ai loro bambini. «Qui era segnalato come uno dei punti migliori. Non è la prima volta che vediamo un’eclissi, siamo venuti soprattutto per farla vedere ai bambini». Anche per loro, però, le nuvole hanno rovinato in parte l’attesa: «È un peccato, vedremo l’ombra. Abbiamo spiegato ai bambini in cosa consiste almeno».

Qualcosa, alla fine, si è visto. «L’ho vista in parte, è stato molto piacevole», racconta Gianluca Sanna. «Forse saremmo dovuti andare al Castello di San Michele, dove c’era un passaggio più aperto. Comunque è stato un bello spettacolo».

Per chi è riuscito a intercettare il Sole tra le nuvole, anche pochi secondi sono quindi bastati per trasformare l’attesa in uno spettacolo. Occhiali, macchine fotografiche e filtri sono rimasti puntati verso il cielo fino all’ultimo spiraglio, nella speranza di portarsi a casa almeno un’immagine dell’eclissi.

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