Meryl Streep e “Il Diavolo veste Prada”: «Era considerato un film per sole donne»
L’attrice ricorda la diffidenza verso l’opera, che fu realizzata con un budget molto esiguo(Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ci sono nomi nel cinema che non necessitano di alcuna presentazione e Meryl Streep, dopo essere diventata l’attrice con il maggior numero di candidature nella storia degli Oscar, può senz’altro ritenersi tra gli appartenenti a questa categoria. Instancabile e prolifica di spunti creativi anche dopo aver superato ampiamente i quarant’anni di carriera, la star americana si prepara a tornare sul grande schermo nell’attesissimo “Il Diavolo veste Prada 2”, sequel dell’indimenticabile commedia uscita nel 2006, in cui abbiamo potuto ammirarla nelle glaciali vesti di Miranda Priestly.
Pronta a debuttare nelle sale il prossimo 29 aprile, la pellicola, ispirata al mondo della moda e alle sue imprevedibili trasformazioni, è tornata sotto i riflettori dopo l’uscita, a inizio aprile, dell’ultimo trailer ufficiale che, insieme a contenuti inediti e a nuovi commenti irresistibili di Miranda, ha celebrato l’eleganza accompagnando la diffusione dei character poster, con i quattro personaggi principali immortalati in nuovi look memorabili. Al momento, le protagoniste Meryl Streep e Anne Hathaway portano avanti il tour promozionale, con prossima tappa a Tokyo, per poi proseguire a Seul, Shanghai, New York e concludere con l’ultimo evento a Londra.
In ricordo di quanto fu difficile scommettere inizialmente su “Il Diavolo veste Prada”, Streep è intervenuta come ospite in una puntata del The Late Show with Stephen Colbert, svelando che il film fu realizzato all’epoca con un budget molto ridotto, poiché erroneamente considerato una “commedia al femminile”, e quindi ritenuto appetibile per un pubblico composto esclusivamente da donne.
Ha dichiarato in tal senso: “Questa definizione non è invecchiata bene dopo Barbie, Mamma Mia! e altri film che hanno colto completamente di sorpresa gli studios, dimostrando che il pubblico li voleva vedere perché avevano delle donne al centro della storia. Quindi abbiamo dovuto faticare non poco per trovare un budget”. Lo stesso è accaduto perfino di recente con successi come “Barbie”, che sono stati capaci di raggiungere cifre miliardarie al botteghino: “Ne ho parlato con Greta Gerwig. Con Barbie è accaduto più o meno lo stesso, in confronto a quello che spendono per altri film”.
Raccontando invece il processo che l’ha portata a creare un personaggio tanto caratteristico come Miranda, ha aggiunto: “Se Mike Nichols e Clint Eastwood avessero avuto una figlia, sarebbe stata Miranda. Per via del comando impartito sul set. Mike lo faceva con una sorta di umorismo sornione, e Miranda sapeva che quello che diceva era un po' sarcastico, ma sapeva anche che era divertente. E calma, perché Clint non alzava mai la voce. Dava le indicazioni, e le persone dovevano sporgersi in avanti per sentire cosa dicesse”.
Ma, oltre agli impegni sul grande schermo, suscita altrettanta sorpresa la notizia che Meryl Streep esordirà come protagonista in “The Corrections”, la serie Netflix tratta dal romanzo di Jonathan Franzen e diretta da Cord Jefferson, conosciuto in passato per l’eccellente lavoro compiuto in “American Fiction” e “Watchmen”. Sulla scia di un dramma familiare scandito da sarcasmo e disillusioni, Streep interpreterà una madre attorno a cui ruotano le figure di tre figli adulti e instabili. Da quanto rivelato ufficialmente sulla trama, assisteremo a: “un ritratto acutamente comico di una famiglia del Midwest i cui tre figli disorientati resistono disperatamente al desiderio della madre di riunirsi per un ultimo Natale, ognuno intrappolato nelle ambizioni illusorie che avrebbero dovuto salvarli dal diventare i propri genitori”.
E sulla possibilità di veder Streep tornare in un altro dei suoi classici? C’è chi, ad esempio, sostiene che l’attrice sarebbe ben disposta a riprendere il suo ruolo in un eventuale “Mamma Mia! 3”. A intervenire sull’argomento è stato Stellan Skarsgård, conosciuto nel musical per il personaggio di Bill, che ha affermato in proposito, all’ultima edizione dei Golden Globe Awards: “Può essere riportata in vita, al cinema tutti possono essere riportati in vita e nei film lei è fantastica”. E, con ulteriore ottimismo, ha aggiunto subito dopo: “Ci sono molte persone che ci stanno lavorando, per riportarla indietro”.
Una notizia che, in effetti, non dovrebbe sorprendere, considerato quanto la stessa Streep ha affermato in passato sulla possibilità di un ritorno nel franchise: “Ho detto a Judy (Craymer, la produttrice) che se riusciva a trovare un modo per reincarnare Donna, io ero d'accordo. Oppure potrebbe essere come in una di quelle soap opera in cui Donna torna e rivela che in realtà era la sua gemella a essere morta. Forse dovremo chiamarlo Grand-Mamma Mia! quando lo faremo!”
