Alzando la posta in gioco e il carico emotivo con risultati perfino superiori a quelli delle due stagioni precedenti, il terzo ciclo di episodi di “House of the Dragon” è partito fin da subito con il botto, regalando colpi di scena capaci di sorprendere anche gli spettatori più navigati e di collocarsi tra i momenti più riusciti in tutti gli adattamenti televisivi delle opere di George R.R. Martin.

Con tre degli otto episodi attualmente disponibili sul servizio MAX, la lotta per il potere tra Rhaenyra Targaryen e gli altri contendenti al Trono di Spade è arrivata a tensioni mai raggiunte prima, portando il conflitto a una scala ancora più ampia, con scontri tra draghi, eserciti e flotte destinati a mutare per sempre il destino di Westeros. In questo drammatico quadro, i protagonisti si trovano a gestire nuove alleanze e il peso delle scelte compiute in passato, che, insieme ai risultati sul campo, hanno causato un accumulo di perdite significative e l’acuirsi delle vendette private.

Ad aver lasciato i fan a bocca aperta è stata innanzitutto l’epica rappresentazione della Battaglia del Gullet, già ritenuta da molti uno dei momenti più riusciti dell’intero l’universo televisivo de “Il Trono di Spade”. Occupando uno spazio di assoluta centralità nel terzo episodio, la sequenza bellica intreccia politica, scontri all’arma bianca, bestie inferocite e, soprattutto, una battaglia navale di proporzioni epiche. Con le fazioni di Corlys Velaryon e la Triarchia che si fronteggiano, le acque del mare sembrano infiammarsi al contatto con i soffi incandescenti dei draghi. Un risultato tanto convincente è merito, soprattutto, delle scelte di regia che, oltre a sostenere perfettamente il ritmo dell’azione, riescono a conferire ampio spessore a personaggi fino a poco prima rimasti in secondo piano, come Alyn, Jacaerys, Baela e Rhaena.

Sempre nel terzo episodio abbiamo assistito anche a uno scontro diretto tra Corlys e Rhaenyra, che ci ha regalato uno dei faccia a faccia più elettrizzanti di questa prima metà di stagione. Ripercorrendo quanto accaduto nella puntata, l’attore Steve Toussaint, interprete di Corlys Velaryon, ha spiegato in una recente intervista cosa avrebbe spinto il personaggio a lanciare accuse tanto dirette e pericolose contro la regina. Interpretando l’evento come lo sfogo di una frustrazione durata ben sette anni, ha affermato: «L'ultima persona che aveva pronunciato quelle parole davanti a Rhaenyra era suo fratello, ed era morto pochi istanti dopo. Corlys compie un gesto estremamente pericoloso. Lo urla davanti a tutti perché non gli importa più. È quasi una sfida: provate a smentirmi, se ci riuscite. Tutti conoscono quella verità e lui l'ha custodita per anni. In quel momento pensa soltanto: fate pure il peggio che potete».

A rendere ancora più suggestiva l’ambientazione dello show sono i collegamenti con le altre opere di Martin e, in particolare, con gli avvenimenti raccontati nella serie principale de “Il Trono di Spade”. Già dai primi episodi, infatti, abbiamo assistito ai presagi di Aegon il conquistatore che, in modo sottile ma evidente, hanno suggerito l’avvento di un inverno minaccioso, rievocando il ricordo degli Estranei e di una calamità che grava sulle sorti di Westeros fin dalle sue origini.

Tali riferimenti si sono fatti ancora più espliciti nella terza stagione, con l’immagine di una ragazza dai capelli biondi apparsa nel mezzo di un deserto. Si tratta chiaramente di Daenerys Targaryen, la Madre dei Draghi e protagonista della saga fantasy “Cronache del ghiaccio e del fuoco”. Un elemento che non rappresenta soltanto una strizzata d’occhio ai fan, ma che aiuta a chiarire ulteriormente i princìpi su cui si fonda la dinastia Targaryen, portatrice di un destino che unisce le generazioni e guarda ben oltre le ambizioni personali.

Ad aver colpito per l’effetto sorpresa è stata anche l’introduzione di Daeron Targaryen, personaggio già menzionato nelle passate stagioni che ha finalmente fatto la sua prima, imprevedibile apparizione. La regista dell’episodio, Clare Kilner, ha raccontato a Entertainment Weekly di aver voluto trasmettere, attraverso questo sviluppo imprevisto, un senso di smarrimento: «Quando abbiamo girato la scena in cui Alicent e Rhaenyra si rendono conto che non è Daeron, la stanza era molto piccola e volevo solo lavorare con l'operatore della steadycam e percepire la sensazione di rotazione della stanza. Ma anche, quando Olivia ed Emma sono in una stanza, basta osservarle. Ti vengono un sacco di idee. Le espressioni di sorpresa di Emma quando guarda il volto di Alicent e poi di nuovo quello di Daeron, e il momento in cui finalmente capisce tutto, è semplicemente impagabile».

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