Orosei, al Monte Granatico “Renato Guttuso, il respiro della terra”
L'inaugurazione questa mattina con la sindaca Elisa FarrisPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per Orosei arriva un passaggio, artistico, simbolico. Da oggi il Monte Granatico ospita la mostra "Renato Guttuso. Il respiro della terra", dedicata al maestro siciliano. Fino al 27 settembre, nel cuore della Baronia, sarà possibile osservare 34 opere originali provenienti da collezioni pubbliche e private; affiancate da tre lavori provenienti dalla collezione del museo don Giovanni Guiso.
L'inaugurazione si è tenuta questa mattina con la sindaca Elisa Farris, Andrea Dettori per l'Assessorato regionale della Cultura, il presidente dell'associazione Metamorfosi Pietro Folena, e il curatore Lorenzo Canova. A coordinare gli interventi è stato il direttore del museo Nanni Guiso, Pietro Pani. L'appuntamento è stato definito come uno dei più importanti della stagione culturale (e turistica) sarda.
Ad aprire gli interventi è stato Pietro Pani: «Non sfuggirà il fatto che si tratta di un evento importante per il museo e per la Sardegna - ha detto -. Speriamo sia il primo di una serie di eventi». Pani ha inoltre ricordato la nascita del progetto, iniziata alcuni mesi fa dalla proposta avanzata dal museo stesso e dal presidente dell'associazione Metamorfosi, Pietro Folena.
«Quando si è prospettata la possibilità di organizzare una mostra dedicata a un grandissimo protagonista dell'arte italiana ed europea del Novecento come Renato Guttuso non ho avuto bisogno di molto tempo per decidere di provarci», ha aggiunto. E poi il coinvolgimento dell'amministrazione comunale guidata dalla sindaca Farris, della Regione e dei partner culturali. «L'obiettivo è quello di contribuire a fare di un piccolo centro della Sardegna (già meta turistica per il suo mare e servizi) un luogo in cui una proposta culturale di grande qualità possa arricchire l'interesse dei visitatori e della comunità locale. La scelta di partire proprio da Guttuso, non è casuale», conclude il direttore.
Lo sottolinea anche la prima cittadina: «Per Orosei è la prima volta che si riesce a organizzare una mostra di questo livello - dice -. Il progetto si inserisce nel percorso avviato con "Orosei in mostra", un programma che da due anni valorizza il Monte Granatico come spazio espositivo. Oggi abbiamo la fortuna di ospitare Guttuso anche grazie al legame con il nostro museo, che conserva alcune sue opere donate dalla famiglia Guiso». Da qualche mese, il museo, nato come "Primo museo aperto in Italia nel Nuovo Millennio" (con taglio del nastro da parte dello stesso Nanni Guiso, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre del 1999) è entrato a far parte del Distretto culturale del Nuorese che quest'anno compie i dieci anni dalla fondazione del Tavolo dei musei.
«Il nostro obiettivo è fare di Orosei un luogo sempre più riconosciuto per la produzione e la fruizione anche della cultura», evidenzia ancora Farris.
Per la Regione, è intervenuto Andrea Dettori, che ha portato i saluti dell'assessora Ilaria Portas e della giunta regionale.
«Questa mostra fa parte della pianificazione che la Regione ha avviato per la valorizzazione della cultura: un investimento più che necessario. Queste sono opere che non si vedono tutti i giorni ed è un onore ospitarle qui», ha detto. A sottolineare il valore del progetto è stato anche il presidente di Metamorfosi, Pietro Folena: «Per noi non esistono periferie. Da tempo volevamo realizzare un'iniziativa in Sardegna, e il museo Guiso con la proposta, e poi il Monte Granatico come spazio espositivo, hanno rappresentato il luogo ideale - afferma -. Questo perché il connubio tra il Monte Granatico e l'opera di Guttuso è quasi naturale. La prima opera d'arte, infatti, è proprio lo spazio espositivo: il respiro della terra trova qui la sua casa, perché questo edificio è stato per secoli il deposito del grano, il frutto della terra».
Il percorso espositivo è stato presentato dallo storico dell'arte Lorenzo Canova, e attraversa oltre quarant'anni di produzione del maestro, dagli anni Trenta agli Ottanta. Al centro, il rapporto tra Guttuso e la terra, intesa sia come paesaggio e memoria contadina sia come materia stessa della pittura. «Abbiamo pensato al rapporto di questo territorio con la forza della terra, della pietra, della natura, di una cultura millenaria - ha spiegato Canova - Guttuso era profondamente legato a questi temi ed è stato un artista di grande impegno civile, pacifista, sostenitore della giustizia sociale».
Accanto ai dipinti, anche disegni, opere grafiche e collage, aspetti della sua produzione che, secondo Canova, meritano e trovano oggi una maggiore attenzione.
La scommessa di Orosei, della sua amministrazione comunale e del museo, è quella di trasformare il patrimonio artistico in un elemento capace di intrecciarsi con il territorio e con il turismo, anche al Monte Granatico inteso come spazio stabile e punto di riferimento per la cultura in Sardegna.
