“Die my Love”: Jennifer Lawrence racconta le difficoltà sul set e l’ansia prima dell’uscita del film
Un carico di pressioni che si può superare solo con l’amore per questo mestiere, ha spiegato la starJennifer Lawrence (Ansa)
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Con protagonista uno dei talenti femminili più acclamati della scena hollywoddiana, il film “Die my love” segna l’atteso ritorno al cinema di Jennifer Lawrence, un’attrice che ha conosciuto la notorietà con il personaggio di Mystica nei cinecomic degli “X-Men” e, ancor più, con quello di Katniss Everdeen nella serie cinematografica di “Hunger Games”. Ma è stato anche e soprattutto il circuito del cinema più impegnato a permetterle di esprimere appieno il suo talento artistico, stringendo collaborazioni con registi di spicco come Adam Mckay e David O. Russell, quest’ultimo ricordato anche per averla diretta ne “Il lato positivo”, che le valse l’Oscar nel 2013 come miglior attrice.
Diretto dalla cineasta scozzese Lynne Ramsay, affermatasi sulla scena internazionale dopo aver concorso in più occasioni al Festival di Cannes, “Die my Love” è tratto dal romanzo omonimo della scrittrice argentina Ariana Harwicz, incentrato su un tema mai troppo abusato e ancora non abbastanza discusso sul grande schermo: quello della depressione post-partum. Seguendo la storia di Grace, una giovane madre e scrittrice trasferitasi col marito Jackson in Montana dopo aver affrontato una maternità complicata, osserviamo da vicino le dinamiche della psicosi e dell’isolamento, che finiranno per logorare e mettere in crisi il rapporto di coppia. Come già dimostrato nei precedenti “E ora parliamo di Kevin” e “A Beautiful Day - You Were Never Really Here”, la Ramsay torna ad affrontare la cinematografia con un taglio netto e viscerale, orientato a scoprire e mettere a nudo l’esperienza umana nella sua dimensione più intima, fragile e influenzata dal quotidiano.
A far discutere, oltre ai temi portanti del film, sono state anche alcune scene di nudo che hanno visto impegnati davanti alla cinepresa Jennifer Lawrence e Robert Pattinson. Su questo aspetto, l’attrice ha chiarito di non aver voluto utilizzare il coordinatore di intimità, sentendosi tranquilla e al sicuro collaborando al fianco di un collega serio e rispettoso come Pattinson: “Non avevamo un coordinatore di intimità, o forse lo avevamo ma non lo abbiamo realmente usato... Mi sentivo sicura con Rob. Lui non è un maniaco ed è veramente innamorato di Suki Waterhouse. Parlavamo prevalentemente dei nostri figli e dei nostri rapporti. Non c'è mai stata una situazione strana come pensare: pensa che mi piaccia? Se ci fosse stato qualche problema avrei probabilmente richiesto il coordinatore di intimità. Molti attori si offendono se non vuoi fare sesso con loro, e poi inizia la punizione. Lui non era così”.
In occasione del film, la Lawrence è tornata a riflettere sulle dinamiche lavorative che influenzano la vita di un professionista dentro e fuori dal set, affrontando nello specifico i problemi legati al debutto di un film: spesso difficili da comprendere per chi non vive dall’interno l’ambiente, e che l’hanno coinvolta fin dalle sue prime apparizioni. Intervistata da V Magazine, ha affermato sull’argomento: “L'esperienza aggiunge solo angoscia, perché ho vissuto così tante volte il fatto di lavorare duramente a qualcosa, amarlo profondamente, poi presentarlo al mondo e il mondo dice: buh! Ti odiamo! È davvero terribile”.
A sostenere il carico di pressione aiuta certamente l’entusiasmo trasmesso dal mestiere, come ha aggiunto in seguito: “E tuttavia in qualche modo leggo una sceneggiatura, incontro il regista, arriviamo sul set, iniziamo a lavorare, e riesco a dimenticare che questa parte del processo accadrà. Voglio dire, sono molto fortunata e benedetta. Ma sono mesi davvero spaventosi”.
Sulla difficoltà di chiarire le dinamiche di questi problemi a chi non li vive direttamente, ha sostenuto, riferendosi alle proprie vicende personali: “Mio marito era davvero confuso perché non ha molta esperienza con queste cose. Così gli parlavo della mia ansia e lui diceva: ma il film è incredibile. E io: lo so, ma non importa. La gente potrebbe non capirlo. E lui: ma allora hanno torto. Come se questo dovesse farmi sentire meglio”.
Quanto invece alle difficoltà riscontrate durante le riprese, l’attrice - intervistata da Entertainment Tonight - ha rivelato di aver trovato ostico il rapporto con un cane, che l’avrebbe portata quasi all’esaurimento nervoso. A quanto pare, il continuo abbaiare dell’animale l’avrebbe, a un certo punto, “infastidita da morire”. A ironizzare sulla questione è intervenuto poco dopo Pattinson, affermando: “Penso che uno dei motivi per cui il cane stesse abbaiando così tanto è perché era davvero sconvolto da quanto tu lo stessi giudicando. Era nervoso fin dal primo giorno sul set”. E la Lawrence, replicando a tono, ha ammesso: “Sono più un un'amante dei gatti”.
