Determinato a chiudere l’anno col botto, “Avengers: Doomsday” - atteso nei cinema il 16 dicembre - è la scommessa su cui i Marvel Studios stanno puntando al massimo delle loro aspettative, pronti a stupire i fan con un cross-over di portata epocale. Ancora una volta diretto dal duo dei Fratelli Russo, il titolo vanta il ritorno in pompa magna di Robert Downey Jr., per la prima volta nei tenebrosi panni del Doctor Doom.

L’ambizione di cui gode il quinto capitolo del franchise è data non solo dalla volontà di rilanciare lo studio dopo una fase alquanto travagliata - segnata in più occasioni da progetti non all’altezza e dal relativo dissenso della fanbase - ma ancor più dall’obiettivo di superare i record del precedente “Avengers: Endgame”, con un progetto ancora più sorprendente sotto il profilo dei contenuti e capace di traghettare l’etichetta dei cinecomic verso una nuova era dell’intrattenimento.

Cominciando dall’elemento che fin da subito ha destato maggiore attenzione - già dal suo annuncio risalente al ComicCon del 2024 - il coinvolgimento di Downey Jr. si presenta come la punta di diamante di tutta la produzione. Ormai abituati a riconoscerlo nelle scintillanti vesti di “Iron Man”, lo ritroveremo infatti impegnato in un ruolo profondamente diverso, per la prima volta non solo nelle fattezze di un personaggio negativo, ma anche di uno dei più emblematici e complessi dell’intero universo fumettistico.

Proprio la scelta di tornare a collaborare con un attore così riconoscibile nel mondo Marvel è stata recentemente discusa da Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, che ha parlato di una nuova strada dettata dalla reinvenzione, prima ancora che - come sostenuto da altri - dalla semplice nostalgia. Una scelta che non ha paura di mettere in discussione l’approccio seguito finora e che si prepara perfino a ridefinire l’intero immaginario narrativo.

Tra il numero senza precedenti di supereroi che compariranno nel film non mancherà all’appello il Loki di Tom Hiddleston. Dopo averlo apprezzato nei precedenti capitoli del franchise e nella serie televisiva interamente dedicata al personaggio, la star si è finalmente espressa sul proprio contributo al progetto, dopo un silenzio stampa rivelatosi fin troppo duraturo.

Intervistato da The River, Hiddleston ha innanzitutto glissato, per motivi di sicurezza, sulla domanda relativa alla durata della sua apparizione, affermando: «Beh, signore, se glielo dicessi, ci sarebbero delle conseguenze per me». Poco dopo, fomentando ulteriormente le già alte aspettative, ha aggiunto: «Tutto quello che posso dirvi è che Avengers Doomsday sarà magnifico e supererà ogni vostra aspettativa. Ha superato le mie quando ho letto la sceneggiatura. Ho pensato: questo sarà straordinario».

Inevitabilmente, l’attesa per il titolo ha scatenato le speculazioni più fantasiose dei fan, oltre a una certa quantità di indiscrezioni da parte degli insider. Stando alle ultime soffiate, scopriamo che il Captain America di Steve Rogers - interpretato come sempre da Chris Evans - ricoprirà un ruolo centrale nella pellicola, affiancandosi al Thor di Chris Hemsworth per guidare l’assalto al potente Dottor Destino. In base, inoltre, ai rumor riportati da geektyrant.com, scopriamo che nel successivo “Avengers: Secret Wars” il duo di supereroi verrà invece sostituito dallo Spider-Man di Tom Holland e dal Wolverine di Hugh Jackman, con la probabile apparizione di Downey Jr. perfino nella doppia veste di Iron Man e Doctor Doom.

Proprio il continuo afflusso di spoiler e informazioni più o meno veritiere ha attirato anche l’interesse di Joe Russo. Nella sua ultima intervista a Metro UK, il regista ha ricordato che evitare la fuga di notizie è semplicemente impossibile per una produzione così imponente e che, pertanto, ha poco senso preoccuparsi di incappare in qualche anticipazione, anche a costo di rovinarsi un’eventuale sorpresa. Interpellato sull’argomento, ha dichiarato: «Da un lato, il pubblico desidera essere sorpreso, ed è questo che rende l'esperienza cinematografica emozionante. Dall'altro, può diventare un po' troppo rigido, al punto che le persone sono restie a interagire con qualsiasi cosa per evitare spoiler».

A questo proposito, Russo suggerisce una strategia diversa nella condivisione dei contenuti relativi ai progetti in sviluppo, basandosi anche sulle scelte di marketing compiute in passato: «Progettiamo questi film in modo che si sviluppino in un certo modo e vogliamo che il pubblico percepisca quei momenti come previsto. Ma non si può controllare tutto. Bisogna concentrarsi sulla creazione di qualcosa che regga anche dopo la sorpresa iniziale».

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