Vincenzo Mauro, il professore di statistica che spopola sui social col suo canale 3minuticolprof arriva a Cagliari, ospite della Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto” per due appuntamenti imperdibili il 22 e il 23 gennaio.

Professore, la matematica è brutta e cattiva, eppure lei ha centinaia di migliaia di follower sui social.

«Mi ha sempre fatto impressione che cerchiamo di nascondere la nostra ignoranza su certi temi mentre la esibiamo quando si tratta di scienza, al punto che non conoscerla diventa quasi un vanto. È un cortocircuito a cui provo a dare una risposta nel mio spettacolo “Storie a caso”. La matematica però pervade ogni aspetto del quotidiano, quindi non conoscerla ti fa rimanere un passo indietro».

C’è un po’ di responsabilità da parte della scuola? 

«Per me totalmente, perché è la scuola che sceglie la metodologia di insegnamento. È anche questo il motivo per cui nascono le mie pagine: io sono un professore di statistica, se vogliamo uno degli ambiti più ostici della matematica. Ho deciso di provare a insegnarla sfidando le convenzioni. È lì che è nato il mio progetto, perché le mie lezioni sono dei pezzi teatrali dove giro per i banchi, uso esempi che non userebbe nessuno, la mostro da angolazioni inaspettate. E cerco di parlare un linguaggio diverso dallo standard accademico».

Neanche il potere di Sheldon Cooper con the Big Bang Theory è riuscito a scardinare un po’ l’idea della materie STEM come qualcosa di noioso?

«Quella serie, per certi versi meravigliosa, propone però un’idea un po’ stereotipata della matematica: infatti i protagonisti sono dei nerd geniali abbastanza disadattati alla vita reale a parte Penny, l'unico personaggio agganciato alla vita reale ma che non sa niente di scienza. Ma io l’adoro, l'ho anche messa come sigla dei miei video». 

Per Sheldon Cooper il 73 è il Chuck Norris dei numeri. Qual è il suo numero preferito?

«Ho un debole per la radice di due, per la sua storia veramente incredibile legata a Ippaso di Metaponto che mise in crisi la scuola pitagorica. Ma ho un debole anche per il numero 17 che è legato a Gauss e all'eptadecagono, cioè una figura con 17 lati che lui ha scoperto si poteva costruire con riga e compasso, ed è stata con le scoperte più incredibili per quanto apparentemente semplici della storia della matematica. Lo avrebbe voluto sulla sua lapide, ma lo scalpellino si è rifiutato perché erano talmente tanti lati che sarebbe sembrato un cerchio. E infatti ho giocato tanti anni a calcio e ho sempre indossato la maglia 17. E poi c’è il pi-greco, ma la classifica sarebbe 17, radice quadrata di due e infine pi-greco».

Ha spesso preso posizione contro il gioco d'azzardo, anche quello legalizzato.

«Sono convinto, per usare una frase un po' fatta, che da grandi poteri derivino grandi responsabilità. Quello che provo a fare è smontare il mito del metodo, l’idea che grazie alle tue conoscenze matematiche potrai battere il banco, fregare il sistema e arricchirti in un modo così veloce. Lo Stato non ti aiuta molto, forse perché c'è un conflitto di interessi importante, visto che dal gioco d’azzardo legalizzato incassa 12-13 miliardi all'anno». 

Ieri sera ha presentato il suo libro “I numeri non ingannano (quasi) mai”, edito da Longanesi.

«Volevo scrivere un libro che comunicasse qualcosa e volevo scriverlo a modo mio, col mio metodo. Credo sia uscito un libro abbastanza unico nel suo genere, perché da un lato è rigoroso, racconta la matematica ma con un tono di voce che secondo me è raro da trovare, specialmente in un professore universitario. Quindi, il lettore trova parolacce, irriverenza… è un modo assolutamente inusuale per raccontarla. A me piace molto e secondo me ha avuto un certo successo per un libro così di nicchia. Sono molto contento di come sta andando e, soprattutto, le persone che mi incontrano hanno colto questo voler raccontare concetti solitamente ritenuti noiosi o anche inutili, molto astratti, in un modo che poi la gente possa dire “accidenti, ma era così”, “ma quindi la matematica la ritrovo anche nel provare a conoscere una ragazza o quando penso agli alieni”. Ecco, è la matematica del dell’uomo comune».

Appuntamento stasera alle 21 presso la Fondazione Siotto con “Storie a caso”, spettacolo che racconta le vite sorprendenti – e sorprendentemente comuni – di scienziati e scienziate che hanno cambiato il mondo.

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