Fibromialgia e attività fisica in sicurezza, il progetto dell’Università di Cagliari
Il programma, a cui si lavora da mesi, è stato presentato questa mattina nella sala convegni del CusPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non un’attività uguale per tutti, ma un programma di attività fisica costruito sulla risposta del singolo paziente, monitorato in tempo reale attraverso tecnologia, sensori digitali e intelligenza artificiale. È il cuore del progetto FibrogenHIIT dell’Università di Cagliari, iniziato a marzo, e presentato questa mattina nella sala convegni del Cus.
L’iniziativa, finanziata dalla Fondazione di Sardegna e coordinata dalla professoressa Myosotis Massidda del Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica, punta a sviluppare un nuovo modello di esercizio fisico adattato ai pazienti affetti da fibromialgia (patologia cronica ancora in parte misteriosa che incide pesantemente sulla qualità della vita) tramite applicazione.
Alla base dello studio, il confronto tra protocolli HIIT indoor e outdoor (legati all’ambiente nel quale si pratica l’attività) che valutano gli effetti dell’ allenamento, in totale sicurezza, su: dolore, qualità della vita, parametri fisiologici, fatica e variabilità della frequenza cardiaca.
Il progetto inoltre, si basa sul “precision exercise”: l’intensità dell’allenamento viene adattata monitorando i parametri fisiologici individuali registrati durante l’attività, integrandoli con i dati a disposizione.
Al progetto ha collaborato un team multidisciplinare di specialisti di vari ambiti quali: medicina dello sport, reumatologia, psichiatria, genetica, nutrizione e scienze motorie.
I risultati finali saranno illustrati nei prossimi mesi e verranno presentati nei primi giorni di luglio durante il congresso scientifico internazionale in programma al Forte Village. L’intenzione da parte del team è di proseguire il progetto.
