Se la squadra cambia pelle: il commento del 26 gennaio 2026
Di Enrico PiliaC’è un passaggio, nella conferenza stampa dell’allenatore del Cagliari dopo il trionfo di Firenze, che colpisce. Perché non si era mai sentito, a queste latitudini, un piano così ambizioso. E perché il tifoso del Cagliari queste parole le sognava. Non il tifoso “da tastiera”, termine virale con cui si indica chi spara ad alzo zero su club, squadra e allenatore comunque vadano le partite. E magari neanche va allo stadio. Da sabato sera, il Cagliari punta verso l’alto, basta complimenti e zero punti, adesso – dice Fabio Pisacane – «dobbiamo lavorare per rendere serate così e vittorie così una regolarità e non un’eccezione». Finito? No, anzi: «Dobbiamo avere sogni e obiettivi ambiziosi». Una svolta epocale, o quasi.
Anche il critico più feroce deve arrendersi, oggi, davanti a due successi sportivi clamorosi, in un caso anche d’autorità, con la precisa strategia di colpire e poi difendersi, magari mettendo paura all’avversario con laceranti ripartenze. Non è stato facile arrivare a quest’entusiasmante due su due. Il Cagliari batte il Torino a Torino, lanciando segnali precisi: stiamo lavorando per voi. Poi esce male dalla gara con un Milan allegriano fino alla radice dei capelli, quindi frena con la Cremonese e – male – col Genoa. Poi succede qualcosa, perché la testa della squadra viene “ripulita” dalle macerie del Ferraris per fornire a ognuno dei calciatori rossoblù una robusta iniezione di autostima.
Pisacane, lo ha sottolineato sabato al Franchi, smette dopo il Genoa di voler “fare” la partita, decide che ci possono anche stare i sacchetti di sabbia davanti a Caprile purché si resti sul pezzo e si pensi, quando possibile, a colpire in contropiede. Aggredito mediaticamente dopo la figuraccia col Genoa, non ha avuto il minimo dubbio nel cambiare programma. Lo ha sottolineato Esposito, calciatore dalla rara intelligenza sul campo, seppure sembri distaccato in alcuni momenti: «Ho marcato Fagioli, sì, la nostra classifica ci impone di sacrificarci tutti per l’obiettivo, così il mister ha preparato la partita». Il Cagliari batte la Juve, va a Firenze e vince anche lì, dando a questa stagione un altro aspetto. E regalando alla sfida col Verona di sabato sera – ore 20.45, Unipol Domus – un peso specifico maggiore rispetto a un normale scontro per la salvezza.
Il Cagliari può regalarsi e regalare ai tifosi una svolta alla stagione, dopo aver celebrato quella mentale. Provare a vincere sempre, dovunque, con la “garra” di Pisacane, del ritrovato Mina, dei favolosi millennials. Cambiare pelle per volare.
Enrico Pilia