Da un lato il presidente Vladimir Putin che definisce l’espansione della Nato verso est “molto pericolosa”. Dall’altro le fonti Ue che sostengono che l’invasione dell’Ucraina potrebbe essere “un bluff” tutt’altro che imminente. In mezzo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov che parla di “chance di accordo con l’Occidente”. 

Sembra in queste ore smorzarsi l’allerta di un attacco russo in Ucraina anche se il leader del Cremlino afferma che “l'espansione della Nato verso est è infinita e molto pericolosa" in un incontro con il ministro degli Esteri Serghei Lavrov sulle controrisposte da dare agli Usa e all'Alleanza atlantica in merito alle garanzie di sicurezza chieste da Mosca. Putin ha detto che questa espansione avviene "a spese delle ex Repubbliche sovietiche, inclusa l'Ucraina".

Per Lavrov però in questo momento ci sono "chance" di trovare un accordo con l'Occidente sull'Ucraina. "In quanto ministro degli Esteri devo dire che c'è sempre una possibilità" di "risolvere i problemi che devono essere risolti", ha detto Lavrov durante l’incontro tra i due trasmesso in tv, aggiungendo che le opportunità di dialogo "non sono esaurite".

LO SCHIERAMENTO – Intanto, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa Serghei Shoigu, "una parte delle esercitazioni delle forze armate russe si sta concludendo, un'altra sarà completata nel prossimo futuro". 

Le truppe russe lungo i confini dell'Ucraina, comprese quelle in Bielorussia e nei territori occupati dell'Ucraina orientale e della Crimea, contano “87 gruppi tattici, circa 147.000 militari, compreso il personale aereo e navale", è la stima del Center for Defense Strategies ucraino, riportata dal Kyiv Independent.

"Queste truppe sono dotate delle armi e dei veicoli appropriati, nonché di unità di supporto logistico e medico. Tuttavia, finora non ci sono segnali che dispongano dei rinforzi aggiuntivi necessari per un'offensiva su larga scala", aggiunge l'analisi degli esperti. 

L’UE – Fervono intanto i lavori nelle cancellerie europee: domani il ministro degli Esteri Luigi Di Maio volerà a Kiev per una missione diplomatica.

Sull'ipotesi di un attacco imminente della Russia all'Ucraina, già mercoledì, secondo gli aggiornamenti dell'intelligence, "vediamo che non ci sono segnali di de-escalation. Ma non sappiamo se la decisione sia stata già presa dalla Russia o se Mosca stia bluffando". E' quanto ha sottolineato un alto funzionario dell'Ue spiegando che l'Unione "dove restare totalmente impegnata a perseguire lo sforzo diplomatico sebbene sappiamo che sia difficile". Nei confronti dell'Ucraina, da parte dell'Ue c'è "un supporto politico e finanziario. Kiev ci sta chiedendo di prendere ulteriori decisioni nel settore macro-economico", ha spiegato. 

Sulla questione dovrebbe esserci una sessione ad hoc dei leader europei a margine del summit di questa settimana tra Ue e Unione Africana, spiega l’alto funzionario a Bruxelles sottolineando che la convocazione della sessione "prima, dopo o anche virtualmente" dei leader Ue dipenderà anche dalle conseguenze della missione diplomatica del cancelliere tedesco Olaf Scholz a Kiev e a Mosca. L'alto funzionario ha spiegato anche che c'è l'ipotesi di un summit straordinario "probabilmente virtuale" dei leader del G7. "C'è interesse da parte di alcuni Paesi ma le decisione spetta a Berlino", presidente di turno. 

(Unioneonline/D)

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