Trump: «Solo noi possiamo difendere la Groenlandia. Parchi eolici? Soldi buttati. L’Europa va nella direzione sbagliata»
Il leader di Washington al World Economic Forum chiede «negoziati immediati» per acquisire l’isola artica. E sull'economia: «Con me gli Usa sono il motore del pianeta»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Parlo davanti a tanti amici e anche davanti qualche nemico...». Ha esordito così Donald Trump, parlando al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.
Una neanche troppo velata frecciata ai rappresentanti dei Paesi europei in contrasto con Washington per le dichiarate mire di annessione della Groenlandia.
Proprio sulla Groenlandia, nel suo discorso Trump ha affermato: «Ho grande rispetto per la Danimarca, ma noi Stati Uniti possiamo difendere la Groenlandia in maniera migliore rispetto agli altri. Avete visto cosa abbiamo fatto in sei ore in Venezuela. Qualcosa di eccezionale. Lo stesso potremmo fare per difendere la Groenlandia. La Danimarca è ingrata. È un pezzettino che controlla un grande pezzo di ghiaccio. Siamo stati stupidi a lasciarglielo dopo la guerra. Avremmo dovuto tenercela». Oggi però «siamo davanti a dei rischi più grandi rispetto a tanto tempo fa. La Groenlandia è un’area grandissima e si trova in una location strategica» tra Usa, Russia e Cina. «Serve uno sforzo di sicurezza» e gli Usa «devono proteggere questo gigantesco pezzo di ghiaccio» per «proteggere il mondo».
«Non voglio usare la forza e non la userò – ha proseguito il leader Usa – ma la Groenlandia era nostra, poi abbiamo vinto la guerra e gliel’abbiamo ceduta. Ma erano altri tempi. Oggi deve essere difesa e solo noi possiamo farlo». Per questo, Trump ha chiesto «negoziati immediati» per l’acquisizione dell’isola artica.
Il presidente degli Stati Uniti ha parlato anche della situazione economica negli Usa: «Siamo in mezzo a una grande crescita economica. Un anno fa, con la sinistra radicale, eravamo un Paese morto, oggi siamo il paese più forte con un'economia che esplode» e «il motore economico del pianeta».
Poi i dazi: «Abbiamo fatto accordi commerciali storici con molti partners, anche con i paesi europei e il Giappone. Quando gli Stati Uniti guidano gli altri seguono».
E il Venezuela: «Tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela. Apprezziamo la collaborazione del Venezuela, stanno facendo benissimo».
Sulle tensioni con l’Europa, Trump ha affermato: «Amo l'Europa ma non sta andando nella giusta direzione» e «alcuni luoghi in Europa sono francamente irriconoscibili», per «l’immigrazione incontrollata» e per «l’attenzione verso le energie rinnovabili». A proposito di queste ultime, ha detto il presidente Usa, «noi abbiamo chiuso i programmi di energia eolica e non ne approveremo di nuovi. Noi non buttiamo soldi in parchi eolici, li abbattiamo e non ne creiamo di nuovi». Secondo Trump «più i Paesi puntano sulle pale eoliche più perdono denaro».
L'Ucraina: «Spetta alla Nato e all’Ue occuparsene, non solo agli Usa», per questo «voglio alleati europei forti». «Gli europei – ha spiegato Trump – devono lavorare sull'Ucraina, noi siamo molto lontani, abbiamo questo oceano meraviglioso, enorme che ci separa, non abbiamo niente a che fare con loro e la Nato ancora va avanti a chiedere il 2% del PIL per la difesa, ma molti dei paesi non pagano proprio niente». «Voglio davvero mettere fine a quella guerra, forse la peggiore dopo la Seconda guerra mondiale», ha poi affermato Trump. «Putin vuole arrivare ad accordo, anche Zelensky lo vuole. E gli Usa vogliono aiutare l'Europa e quindi la Nato».
(Unioneonline/l.f.)
