Decimo giorno di guerra in Iran, che ieri ha eletto e annunciato la nuova Guida Suprema: Mojtaba Khamenei succede al padre Ali, a cui hanno subito giurato fedeltà i pasdaran, «pronti alla totale obbedienza e al sacrificio per adempiere ai comandamenti divini».

Sostegno a Khamenei è stato annunciato anche dalle forze armate iraniane, che lo hanno definito «giusto, competente, pio e intraprendente».

Teheran ha “festeggiato” l’elezione lanciando missili in serie contro Israele, e non solo. Nella notte nuovo attacco contro il Kuwait, forti esplosioni a Doha e un attacco con drone che ha ferito 32 civili a Sintra, in Bahrein. Tra di loro ci sono 4 casi molto gravi, anche bambini, ha riferito il ministero della Salute.

Donald Trump ha già minacciato: «La nuova Guida Suprema durerà poco, vogliamo dire la nostra sul nuovo leader».

E prosegue parallela la guerra di Israele contro Hezbollah, in Libano. Pesanti combattimenti sono scoppiati nella notte nella parte orientale del Paese, vicino al confine con la Siria, dove le truppe israeliane sono atterrate a bordo di elicotteri.

L'associazione Human Rights Watch ha accusato Israele di aver utilizzato "illegalmente" fosforo bianco, vietato dalla Convenzione di Ginevra, su aree residenziali popolate nel Libano meridionale. «L'esercito israeliano ha utilizzato illegalmente munizioni al fosforo bianco sparate dall'artiglieria sulle abitazioni il 3 marzo 2026 - si legge in una nota dell'organizzazione riportata dall'agenzia belga - nella città di Yohmor, nel Libano meridionale». «Gli effetti incendiari del fosforo bianco – ricorda l’associazione – possono causare morte o ferite gravi che si traducono in sofferenze permanenti».

LE NOTIZIE DEL 9 MARZO

Ore 19.51 – Missile in Turchia, Erdogan avverte l’Iran

«Non si dovrebbe prendere alcuna iniziativa che getti un'ombra sui nostri millenari legami di vicinato e fratellanza con l'Iran o ferisca la nostra nazione». Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sul missile dall'Iran verso la Turchia. Nonostante «i nostri sinceri avvertimenti, continuano a essere intrapresi passi estremamente sbagliati e provocatori che metteranno a dura prova l'amicizia della Turchia», ha aggiunto Erdogan. 

Ore 19.20 – Libano-Israele: «Beirut chiede mediazione Usa»

«Il Libano ha chiesto all'amministrazione Trump di mediare colloqui di pace diretti con Israele per porre fine ai combattimenti». Lo ha detto il giornalista Barak Ravid in collegamento dagli Usa su Channel 12.

Ore 18.55 – Missile in Turchia: Ankara convoca ambasciatore Iran

Ankara ha convocato al Ministero degli Esteri l'ambasciatore iraniano in Turchia, esprimendogli la propria protesta per il missile balistico lanciato dall'Iran entrato nello spazio aereo turco. Lo riporta l'agenzia Anadolu.

Ore 18.30 – Trump: «Motjaba Khamenei? Non durerà»

Donald Trump ribadisce il suo disappunto per la scelta della nuova guida suprema iraniana, Motjaba Khamenei. «Penso che abbiano commesso un grosso errore. Non so se durerà», ha detto il presidente Usa alla Nbc.

Ore 17.35 – Mattarella convoca il Consiglio di Difesa

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: la guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Lo riporta una nota del Quirinale.

Ore 17.20 – Putin: «Pronti a garantire petrolio e gas all’Ue»

La Russia è pronta a garantire ai Paesi della Ue le forniture di petrolio e gas necessarie per stabilizzare i mercati nella situazione d'emergenza dovuta alla guerra nel Golfo Persico, ma per questo è necessario «un segnale» dagli europei. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass, in una riunione al Cremlino dedicata alla situazione dei mercati.

Ore 17 – G7 Finanze: «Pronti a svincolare scorte energia»

«Continueremo a monitorare attentamente la situazione e gli sviluppi nei mercati energetici e ci incontreremo quando necessario per scambiare informazioni e coordinarci all'interno del G7 e con i partner internazionali. Siamo pronti ad adottare le misure necessarie, anche per sostenere l'approvvigionamento energetico globale, come lo svincolo delle scorte». Lo afferma il comunicato dei ministri delle Finanze del G7, dopo l'incontro con anche i presidenti del Fmi, della Banca Mondiale, dell'Ocse e dell'Aie per discutere del conflitto in Medio Oriente, del suo impatto sulla stabilità regionale e sulle condizioni economiche globali.

Ore 16.31 – Parroco ucciso in un bombardamento

In Libano è stato ucciso in un bombardamento padre Pierre El Raii, il parroco di Qlayaa, 50 anni. A dare la notizia ai media vaticani è padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa, parroco dei latini a Tiro e Deirmimas. C'era stato un primo attacco che aveva colpito una casa della sua zona, tra le montagne del sud del Paese, e padre Pierre era andato a soccorrere un parrocchiano ferito. In un successivo attacco, sullo stesso luogo dove erano arrivati i soccorsi, anche il sacerdote è rimasto ferito, «ma non ce l'ha fatta».

Ore 16 – Presidente Iran: «Khamenei jr. è volontà del popolo»

«La preziosa elezione dell'ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei è una manifestazione della volontà di governo del popolo». Lo afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian su X. «La soluzione dei problemi del Paese può essere raggiunta con la sua saggia leadership e creando un clima basato sulla fiducia e sulla partecipazione del popolo. Chiedo a Dio che egli conservi la sacra unità e costruisca un Iran progressista e indipendente», ha aggiunto Pezeshkian.

Ore 15.45 – Londra smentisce partenza di una portaerei

Il Regno Unito ha smentito le indiscrezioni emerse sui media di un imminente dispiegamento della portaerei britannica Hms Prince of Wales nel Mediterraneo o in Medio Oriente a fronte dell'escalation nel conflitto scatenato da Usa e Israele contro l'Iran. Il portavoce del premier Keir Starmer ha dichiarato che «non è stata presa alcuna decisione in merito a nuovi schieramenti».

Ore 15.30 – Macron: «Missione per scortare navi a Hormuz»

Da Cipro Emmanuel Macron ha affermato di stare preparando con i suoi partner una futura missione «puramente difensiva» per riaprire lo stretto di Hormuz e scortare le navi «dopo la fine della fase più calda del conflitto» in Medio Oriente, al fine di consentire la circolazione di petrolio e gas.

Ore 14.50 – Iran, folla pro-regime in piazza con foto di Mojtaba Khamenei

Una folla pro-regime a Teheran ha esposto cartelli con le immagini del nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei, insieme al defunto leader supremo Ali Khamenei, durante un raduno per mostrare il suo sostegno alla guerra in corso tra l'Iran e le forze israeliane e statunitensi. Lo riporta l'Iran International.

Ore 14.35 – Rubio: «Quello di Teheran è un governo terrorista»

Quello dell'Iran "è un governo terrorista, un regime terrorista. Noi abbiamo visto come conducono atti di terrorismo usando armi come missili, droni e l'obiettivo di questa missione è distruggere la loro possibilità di continuare a farlo". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio.

"Gli obiettivi della missione in Iran sono chiari: distruggere i missili", ha aggiunto, sottolineando che «il mondo sarà un posto più sicuro quando il conflitto in Iran sarà finito".

Ore 14.30 - Macron: «L'attacco a Cipro è un attacco a tutta l'Europa»

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che un attacco a Cipro equivale ad un attacco a tutta l'Europa. Lo ha detto parlando durante una visita a Cipro. "Quando Cipro viene attaccata è l'Europa ad essere attaccata", ha detto Macron. "La difesa di Cipro è ovviamente una questione chiave per il vostro paese, per i vostri vicini, partner e amici, la Grecia, ma anche la Francia e con essa l'Unione europea", ha aggiunto. 

Ore 14.20 – Save the Children: «Per la guerra in Medio Oriente muore un bimbo all'ora»

A dieci giorni dall'inizio degli attacchi di Israele e Usa in Iran, le risposte da parte delle forze armate di Teheran e l'allargamento del conflitto al Libano, "quasi 300 bambini sono stati uccisi in tutta l'area, l'equivalente di più di uno ogni ora": è quanto denunciato in una nota da Save the Children. L'organizzazione chiede pertanto "urgentemente la cessazione delle ostilità per proteggere i bambini da ulteriori danni", sottolineando in particolare la situazione in Libano, dove "oltre 700.000 persone, tra cui oltre 200.000 minori, sono state sfollate" secondo dati del governo locale. 

Ore 14,14 – Finita l’emergenza per i turisti italiani 

È finita l'emergenza per i turisti italiani che volevano tornare in Italia dall'area del Golfo. Lo ha detto il ministro degli Esteri Tajani dopo la riunione quotidiana con gli ambasciatori dell'area sottolineando che resta il problema per gli italiani che devono tornare da Malè, mentre abbiamo risolto a Colombo. «Non ci sono più italiani che vogliono tornare in Italia dai paesi del Golfo, restano i residenti per i quali abbiamo lasciato i rinforzi inviati nelle diverse sedi delle ambasciate e dei consolati per assistere gli italiani qualora dovesse esserci un peggioramento della situazione».

Ore 13,40 – Missile iraniano intercettato in Turchia

Il ministero della Difesa turco rende noto che un missile balistico lanciato dall'Iran è stato abbattuto nello spazio aereo turco. Il missile è stato distrutto dalle difese della Nato stanziate nel Mediterraneo orientale, ha affermato Ankara, aggiungendo che frammenti di munizioni sono caduti in campi vuoti a Gaziantep, nel sud-est della Turchia. "Sottolineiamo ancora una volta che saranno adottate tutte le misure necessarie con risolutezza e senza esitazione contro qualsiasi minaccia rivolta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese", ha affermato il Ministero della Difesa.

Ore 13.20 – Ankara: «Nato abbatte un missile balistico dall'Iran»

Il ministero della Difesa turco rende noto che un missile balistico lanciato dall'Iran è stato abbattuto nello spazio aereo turco. Il missile è stato distrutto dalle difese della Nato stanziate nel Mediterraneo orientale, ha affermato Ankara, aggiungendo che frammenti di munizioni sono caduti in campi vuoti a Gaziantep, nel sud-est della Turchia. "Sottolineiamo ancora una volta che saranno adottate tutte le misure necessarie con risolutezza e senza esitazione contro qualsiasi minaccia rivolta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese", ha affermato il Ministero della Difesa. 

Ore 13.10 – Macron a Cipro: nel pomeriggio a bordo della Charles de Gaulle

L'aereo del presidente francese è appena atterrato a Paphos, Cipro. Emmanuel Macron incontrerà Nikos Christodoulidis, presidente di Cipro, e Kyriakos Mitsotakis, primo ministro greco, per colloqui seguiti da una visita a un posto di comando e da dichiarazioni alla stampa. Questo viaggio mira a "dimostrare la solidarietà della Francia" con Cipro, dove una base militare britannica è stata colpita da un drone poco dopo l'inizio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran il 28 febbraio, ha dichiarato l'Eliseo. L'Eliseo ha confermato che il Presidente visiterà la portaerei Charles de Gaulle questo pomeriggio. La nave si trova attualmente nel Mediterraneo orientale, al largo di Creta. "Questa visita offrirà al Presidente, Comandante in Capo delle Forze Armate, l'opportunità di parlare con i marinai in servizio nella task force navale e di essere informato sullo spiegamento militare", ha dichiarato l'Eliseo.

Ore 12.50 – Mojtaba Khamenei farà oggi il suo primo discorso

La neo Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei pronuncerà il suo primo discorso entro poche ore. Lo riporta Iran International citando i media iraniani.

Ore 12.20 – Unicef, almeno 83 bambini uccisi in Libano dal 2 marzo

“La continua escalation delle ostilità in Libano e il devastante bilancio che sta avendo sui bambini sono motivo di grave preoccupazione. Secondo gli ultimi rapporti, almeno 83 bambini sono stati uccisi e 254 feriti dal 2 marzo, con l'intensificarsi delle ostilità. In media, più di 10 bambini sono stati uccisi ogni giorno in Libano nell'ultima settimana, con circa 36 bambini feriti ogni giorno. Negli ultimi 28 mesi, in Libano sono stati uccisi 329 bambini e 1.632 sono rimasti feriti. Solo negli ultimi sei giorni, il numero di bambini uccisi è aumentato del 25%, con una cifra devastante di 412 bambini uccisi". Lo scrive l'Unicef in una nota.

Ore 11.45 – Governo libanese: «Pronti ai negoziati di pace con Israele»

Il governo libanese è pronto a valutare qualsiasi proposta di negoziato con Israele per arrivare a una pace "solida, duratura ed efficace" fondata sulla formula "terra in cambio di pace". Lo ha dichiarato il premier libanese Nawaf Salam in un'intervista pubblicata dal quotidiano L'Orient-Le Jour. 

Ore 11.20 – Putin si congratula con Mojtaba: «Continuerà con onore l'opera del padre»

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di congratulazioni a Mojtaba Khamenei per la sua elezione a nuova Guida iraniana, dicendosi sicuro che continuerà "con onore" del padre, Ali Khamenei, mentre il Paese fa fronte a "un'aggressione armata". Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.

Ore 11.05 – Un morto nell'ultimo lancio di missili sul centro di Israele

I soccorritori del Magen David Adom riferiscono che uno dei feriti nel lancio di missili dall'Iran nel centro di Israele è morto. 

Ore 10.50 – Media, 11 persone uccise dai raid israeliani nel sud del Libano

Almeno undici persone sono morte e decine sono rimaste ferite in una serie di raid aerei israeliani avvenuti all'alba e nelle prime ore del mattino in diverse località del sud del Libano, tra le regioni di Tiro e Bint Jbeil. Lo riferisce l'Agenzia nazionale di informazione libanese (Nna), secondo cui i bombardamenti hanno colpito i centri abitati di Juwayya, Tayr Dibba e Maarake, causando gravi distruzioni a case, infrastrutture e reti di servizi essenziali.

Secondo la Nna, a Juwayya diversi quartieri sono stati colpiti da un intenso bombardamento missilistico che ha distrutto il mercato della cittadina e numerose abitazioni, alcune delle quali sarebbero state rase al suolo.

Nella vicina Tayr Dibba i raid hanno colpito la strada principale e interi isolati residenziali, distruggendo abitazioni e negozi e danneggiando le reti elettriche e idriche.

Altri bombardamenti hanno preso di mira le località di Dbaal, Bint Jbeil, Tayri, Qlawe, Srifa, Aita al Shaab e Kherbet Selm.

Ore 10.40 – Teheran: «Pronti a difendere la nostra patria, Usa hanno affondato colloqui»

"Il popolo iraniano è pienamente pronto a difendere la propria patria". Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in conferenza stampa, stando a quanto riporta Al Jazeera. Baghaei ha accusato gli Stati Uniti di aver "affondato" i colloqui diplomatici in corso: "Hanno scatenato una guerra mentre noi eravamo pienamente impegnati in un dialogo diplomatico".

Ore 10 – Zelensky: «Abbiamo inviato droni ed esperti per proteggere le basi Usa in Giordania»

L'Ucraina ha inviato droni intercettori e una squadra di esperti di droni per proteggere le basi militari statunitensi in Giordania. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky in un'intervista al New York Times. Secondo quanto riferito dal leader ucraino, gli Stati Uniti hanno richiesto aiuto giovedì e la squadra ucraina è partita il giorno successivo. "Abbiamo reagito immediatamente", ha detto Zelensky venerdì sera durante un viaggio in treno che ho fatto con lui dall'Ucraina orientale alla capitale, Kiev. "Ho detto di sì, certo, manderemo i nostri esperti". La Casa Bianca non ha risposto alla domanda se gli Stati Uniti avessero chiesto aiuto all'Ucraina.

Ore 9.50 – Nuovi attacchi da Usa e Israele su Teheran

Gli Stati Uniti e Israele hanno ripreso i loro attacchi sulla capitale Teheran. Si sentono rumori di esplosioni, rileva l'ANSA sul posto. 

Ore 9.35 – Teheran: «L’offensiva Usa contro l'Iran è tutta questione di petrolio»

"E' tutta una questione di petrolio". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei in merito a quella che sarebbe la vera motivazione dietro la posizione di Washington e la sua guerra in corso contro l'Iran. Nello specifico, le parole di Baghaei fanno riferimento ad alcune dichiarazioni del senatore statunitense Lindsey Graham, che parlando a Fox News ha detto che dopo le azioni militari statunitensi contro Venezuela e Iran, gli Stati Uniti avranno "partnership con il 31% delle riserve petrolifere mondiali", definendo Donald Trump "un uomo di pace e di affari". 

Ore 9.20 – Raid dell'Idf alla periferia sud di Beirut

L'esercito israeliano ha effettuato un altro attacco aereo nella periferia sud di Beirut circa un'ora dopo l'ultimo avviso di attacchi pianificati contro gli uffici di al-Qard al-Hasan, il braccio finanziario di Hezbollah. Lo riferisce L'Orient Le Jour. I giornalisti hanno osservato una colonna di fumo levarsi dall'area presa di mira. 

Ore 8.50 – Idf avverte di nuovi attacchi a sud Beirut nelle prossime ore

L'esercito israeliano ha nuovamente chiesto ai residenti della periferia sud di Beirut di fuggire, avvertendo di imminenti attacchi contro gli edifici appartenenti all'associazione finanziaria Al-Qard al-Hasan, che, a suo dire, è coinvolta nel finanziamento delle attività di Hezbollah. "Invito nuovamente i residenti della periferia sud a evacuare le loro case, secondo le vie di evacuazione che abbiamo pubblicato", ha scritto il portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano, Avichay Adraee, in un post su X. "Rimanere nella zona mette a rischio la vostra vita", ha scritto.

Ore 8.15 – La Turchia schiera sei caccia F-16 e difesa aerea a Cipro Nord

La Turchia ha annunciato lo schieramento di sei caccia F-16 a Cipro Nord per rafforzare le difese della comunità turca. "Nell'ambito dell'approccio graduale volto a rafforzare la sicurezza della Repubblica Turca di Cipro del Nord alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sei aerei da caccia F-16 e sistemi di difesa aerea sono stati schierati oggi nella Repubblica Turca di Cipro del Nord. Ulteriori misure continueranno ad essere adottate in base a ulteriori sviluppi, se ritenute necessarie", si legge in una nota del ministero della Difesa. 

Ore 7.50 – La Borsa di Tokyo affonda

La Borsa di Tokyo registra il maggior crollo giornaliero dall'aprile dello scorso anno sui timori di un'espansione del conflitto in Medio Oriente, con le quotazioni del petrolio che si assestano sopra i 105 dollari al barile per la prima volta dal 2022, dopo l'attacco deciso dagli Stati Uniti e Israele conto l'Iran. Il Nikkei segna una flessione del 5,20%, a quota 52.728,72, con una perdita di 2.892 punti. Sul mercato valutario lo yen torna a indebolirsi sul dollaro, a 158,40,e sull'euro a 183,30. Il Giappone è fortemente dipendente dal greggio del Golfo. 

Ore 7.35 – Bahrein, incendio e danni dopo raid iraniano su impianto petrolifero 

Un attacco contro l'esteso impianto petrolifero di Al Ma'ameer in Bahrein ha causato un incendio nel complesso, oltre a danni materiali, secondo quanto riportato dai media statali. "E' scoppiato un incendio a causa dell'aggressione iraniana contro un impianto di Al Ma'ameer, con danni materiali segnalati ma nessuna vittima, e le autorità competenti hanno avviato le procedure antincendio", ha dichiarato la Bahrain News Agency in un post su X. Poco dopo, la società energetica statale del Bahrein, Bapco, ha dichiarato "lo stato di forza maggiore sulle attività del suo gruppo, che sono state colpite dal conflitto regionale in corso in Medio Oriente e dal recente attacco al suo complesso di raffineria". 

(Unioneonline)

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