Un drone ha colpito ieri sera la base italiana a Erbil, in Iraq. A confermarlo è il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha sentito personalmente il comandante della base. A quanto si apprende non ci sono feriti tra i militari italiani. Il drone, uno shahed, forse non era diretto all'interno della base ma avrebbe perso quota finendo contro un mezzo militare. Il contingente italiano è rimasto incolume e resta attualmente nel bunker.

Sull’episodio ha espresso «ferma condanna» il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Ho appena parlato con l'ambasciatore d'Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria».

Sempre in Iraq sono state attaccate due petroliere al largo della costa meridionale: si registra una vittima, gli altri membri dell’equipaggio sono stati evacuati dopo che le navi hanno preso fuoco.

Quando siamo giunti al 13esimo giorno di guerra, Donald Trump ribadisce: «L’Iran è sull’orlo della sconfitta, sono al capolinea. Non hanno la marina, non hanno l’aeronautica, non hanno la contraerea, niente. Non hanno sistemi di controllo. Dobbiamo vincere in fretta questa guerra».

Il presidente Usa ha ostentato sicurezza anche sulla situazione nello Stretto di Hormuz, dove ieri tre navi sono state colpite e dove Teheran avrebbe piazzato, secondo fonti informate, una dozzina di mine: «Hormuz è al sicuro, è in ottima forma, abbiamo distrutto tutte le navi». Nella notte intanto nuovi attacchi a Teheran e in Libano.

Le notizie del 12 marzo

Ore 8.40 – Media, esplosioni udite nel centro di Dubai

Esplosioni sono state udite nel centro di Dubai. Lo riporta un giornalista della Agence France Presse sul posto. 

Ore 8.30 – Comandante base Erbil: «Personale sta bene, era protetto»

"Il personale sta bene, era protetto all'interno del bunker quando è avvenuta l'esplosione e stanno tutti quanti bene". Lo ha detto a Sky Tg 24 il comandante della base di Erbil, nel Kurdistan iracheno, Stefano Pizzotti. L' allarme è scattato alle 20.30 "quindi, seguendo procedure già rodate, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. Poco prima dell'1, ora locale, c'è stata una minaccia aerea". "Al momento è finito l'allarme" ma "gli artificieri della Coalizione stanno mettendo in sicurezza l'area". 

Ore 8.20 – In fiamme deposito di carburante in Bahrein

Un video pubblicato dal Bahrain National Communications Center mostra i vigili del fuoco impegnati a combattere le enormi fiamme in un deposito di carburante a Muharraq, in seguito a un attacco iraniano. Lo riferisce la Cnn. In precedenza, il ministero degli Interni del Bahrein aveva dichiarato che gli attacchi iraniani avevano preso di mira i serbatoi di carburante presso la struttura nel governatorato settentrionale del regno nella mattinata di giovedì e aveva avvertito i residenti di quattro città e villaggi vicini di rimanere nelle loro case e di chiudere le finestre.

Ore 8.10 – Bbc: «Attacchi dell'Iran a strutture petrolifere in Iraq, Bahrein e Oman»

I continui attacchi iraniani hanno innescato una serie di incendi nella regione del Golfo. Lo riporta la Bbc. Oltre alle due petroliere incendiate dopo un attacco vicino al porto meridionale iracheno di Bassora, in Bahrein si è verificato un grave incendio dopo che l'Iran ha preso di mira i serbatoi di petrolio e carburante vicino all'aeroporto internazionale. Il fumo, scrive Bbc, è così denso che le autorità stanno esortando la popolazione a tenere le finestre chiuse. In Oman, le squadre antincendio stanno ancora lavorando per contenere un incendio nei serbatoi di carburante dopo l'attacco di ieri al porto di Salalah. L'Oman ha ora ordinato l'evacuazione delle navi presso il suo terminal di esportazione petrolifera come misura precauzionale. 

Ore 8 – Teheran: «Ci difenderemo»

Esmail Baghaei, portavoce del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dice al Corriere della Sera che in Iran è stata condotta "un’aggressione vergognosa" portata avanti "da due regimi dotati di armi nucleari. Avevamo appena concluso il terzo round di negoziati sul nucleare a Ginevra e concordato quello successivo, e improvvisamente hanno attaccato". Araghchi dice ancora: "Eravamo in allerta che si ripetesse quello che è successo a giugno. Ma abbiamo deciso di impegnarci di nuovo e, per la seconda volta in nove mesi, hanno tradito il processo diplomatico. Hanno fatto una strage a Minab". Un 'errore di mira' per gli Usa: "Hanno usato due Tomahawk. Lo scopo era solo quello di garantire il massimo delle vittime. Hanno ucciso circa 170 persone innocenti, moltissimi bambini". E ancora su Donald Trump: "A lui non interessano né i diritti umani, né gli iraniani. All’inizio le proteste erano pacifiche, poi, dopo la retorica interventista americana, alcuni infiltrati e terroristi si sono dati da fare per far salire il numero dei morti. Hanno ucciso almeno 200 agenti di polizia. Prima hanno detto che l’Iran ha ucciso 100.000 persone. Poi 60.000. Sapete qual è il numero? È 3.170".

Abbas Araghchi torna poi a parlare della guerra: "Non proviamo inimicizia verso i nostri vicini. Ma la presenza militare degli Stati Uniti nella regione ha causato insicurezza. Noi non attacchiamo i nostri vicini, ci stiamo difendendo dagli aggressori che usano i loro territori". E infine: "Capisco che non piacciano, siamo in stretto contatto con loro. A giugno abbiamo attaccato la base americana in Qatar esercitando il massimo autocontrollo, ma questa volta hanno assassinato il nostro leader supremo, i nostri comandanti più importanti. Vi aspettate che una nazione con una civiltà così ricca, uno Stato sovrano, resti inerte di fronte a questa atroce aggressione? Abbiamo chiesto ai nostri vicini di non permettere agli Usa di abusare del loro territorio”.

(Unioneonline)

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