Dodicesimo giorno di guerra in Medio Oriente a seguito dell’attacco sferrato il 28 febbraio da Stati Uniti  e Israele contro l’Iran. Dopo le dichiarazioni contrastanti sulla fine del conflitto –  con il presidente Usa Donald Trump che ne ha dichiarato l’imminenza, contraddetto dal premier israeliano Benjamin Netanyahu –  nell’area del Golfo si è vissuta un’altra notte di lanci di missili e esplosioni di droni. 

L’Iran ha affermato di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani: un centro di comunicazioni satellitari ad Haifa, basi militari in Israele e obiettivi statunitensi in altre parti del Medio Oriente, tra cui il Kurdistan iracheno e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein. 

La notizia è stata confermata dall’esercito israeliano, che ha affermato di aver rilevato diverse salve di missili diretti verso il Paese, partite dall'Iran e di aver attivato le difese aeree, mentre era in corso una «ondata» di attacchi contro Iran e Libano. «I sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia», ha dichiarato l'esercito sul suo account Telegram ufficiale. Le sirene antiaeree hanno suonato a Gerusalemme ed è stato avvertito il rumore di esplosioni in lontananza. Il bilancio sarebbe di «un piccolo numero di persone rimaste ferite mentre si dirigevano verso aree protette».

Allarme anche in Arabia Saudita: il ministero della Difesa ha riportato che le difese militari del Paese hanno intercettato due droni diretti verso un giacimento petrolifero.  L'impianto è quello di Shaybah, nell'est del Paese. Questo gigantesco giacimento, situato vicino al confine con gli Emirati Arabi Uniti, è già stato preso di mira più volte dall'Iran dall'inizio dell'offensiva israelo-americana.

Le notizie dell’11 marzo in diretta

Ore 22.25 – Qatar: «Intercettati nove missili balistici»

Il ministero della Difesa del Qatar ha annunciato che l'Iran ha lanciato nove missili balistici e diversi droni sul suo territorio. In un post su X, si legge che le forze armate «hanno intercettato con successo tutti i droni» e otto missili, mentre il restante è caduto in una zona disabitata.

Ore 22.17 – Trump: «Abbiamo vinto la guerra in un’ora»

«Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora». Lo ha detto Donald Trump ad un evento in Kentucky elogiando il nome dell'operazione militare 'Epic fury'. «È un nome bellissimo, solo se vinci. Ma noi abbiamo vinto», ha sottolineato il presidente americano. «Abbiamo dovuto fare un'escursione, un viaggetto per liberarci di gente molto

malvagia», ha aggiunto il tycoon, spiegando: «Hanno ucciso la nostra gente. Volevano conquistare il Medio Oriente. Stavano per colpire

Israele» e ora «non hanno idea di cosa è capitato loro».

Ore 22 – Usa, per i raid spesi 11 miliardi in sei giorni

Durante un briefing a porte chiuse a Capitol Hill, funzionari del Pentagono hanno dichiarato di aver stimato che il costo della guerra contro l'Iran avesse superato gli 11,3 miliardi di dollari solo nei primi sei giorni. Lo riferiscono tre fonti informate al New York Times.

Ore 21.35 – Iran, la Camera approva la risoluzione di maggioranza

Via libera dell'Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Aula su Iran e Consiglio Ue. I sì sono stati 196, 122 i no e 3 gli astenuti.

Ore 21.10 – Israele, primo attacco congiunto Iran-Hezbollah nel nord del Paese

L'Iran e Hezbollah, il gruppo militare sostenuto dall'Iran in Libano, hanno condotto un attacco coordinato nel nord di Israele: ha affermato un alto funzionario della difesa israeliano, come riporta Sky News. È la prima volta che i due gruppi effettuano un attacco congiunto da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente, il 28 febbraio. L'esercito israeliano ha inoltre dichiarato di aver avviato questa sera una vasta ondata di attacchi nella periferia meridionale della capitale libanese, Beirut. 

Ore 20.45 – Idf, nuova ondata di attacchi su larga scala su periferia sud di Beirut

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi "su larga scala" sulla periferia sud di Beirut. Contemporaneamente, l'Afp e i media statali libanesi hanno riferito che una serie di pesanti raid ha colpito la zona, considerata una roccaforte di Hezbollah. 

Ore 20.35 – Trump assicura: «Il prezzo del petrolio calerà»

Donald Trump ha assicurato che "il prezzo del petrolio calerà" parlando con i giornalisti in Ohio. L'aumento del costo della benzina, in conseguenza della guerra in Iran, sta irritando la base del partito repubblicano.

Ore 20.30 – Trump: «Abbiamo distrutto 28 navi posamine iraniane»

Le forze americane hanno distrutto 28 navi posamine iraniane. Lo ha dichiarato Donald Trump parlando con i giornalisti in Ohio. Trump ha parlato di 28 unità navali iraniane distrutte, neanche un'ora dopo aver dichiarato che gli Stati Uniti avevano distrutto "tutte" le navi posamine dell'Iran e all'indomani di un comunicato del Pentagono in cui si parlava di 16 imbarcazioni di quel tipo distrutte. «Abbiamo colpito l'Iran più duramente di ogni altro Paese e non abbiamo ancora finito», ha aggiunto il presidente Usa.

Ore 19.20 – Raid israeliano nel Sud del Libano, almeno otto morti

Almeno otto persone sono state uccise in un nuovo attacco aereo israeliano nel Libano meridionale. «Il bilancio provvisorio delle vittime dell'attacco israeliano sulla città di Tibnine, nel distretto di Bint Jbeil, è di otto», ha dichiarato il ministero della Salute in un comunicato. Secondo la National News Agency (Nna), l'attacco ha preso di mira un edificio occupato da sfollati e tra le vittime figurano cinque membri della stessa famiglia.

Ore 18.30 – Israele pronto a intensificare gli attacchi

Israele si sta preparando a una potenziale «espansione significativa» degli attacchi da parte di Iran e Hezbollah. Lo riporta la Cnn citando due fonti israeliane a conoscenza della situazione.

Ore 17.55 – Trump: «Non credo l'Iran abbia messo mine nello stretto di Hormuz»

Donald Trump "non crede" che l'Iran abbia piazzato mine nello stretto di Hormuz. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca il presidente ha anche sottolineato che "ci sarà un'enorme sicurezza" nello stretto.

Ore 17.45 – Trump insiste: «Quasi tutto l'Iran è stato distrutto»

Donald Trump ha ribadito che "quasi tutto l'Iran è stato distrutto". Parlando con i giornalisti prima di partire per l'Ohio e il Kentucky ha sottolineato che l'esercito americano "sta colpendo" Teheran "molto duramente". 

Ore 17.30 – Fonti Israele: «Nostro ambasciatore non è a Madrid dal 2024, c'è reciprocità»

Israele considera la decisione della Spagna di non far rientrare l'ambasciatrice spagnola Ana Maria Salomon Perez a Tel Aviv una 'situazione di reciprocità', dal momento che anche l'ambasciata israeliana a Madrid è gestita da un incaricato d'affari dal maggio 2024. Ossia, dopo che Israele richiamò l'ambasciatrice Rodica Radian-Gordon, in segno di protesta contro la decisione della Spagna di riconoscere uno Stato palestinese. Lo apprende l'ANSA da fonti israeliane.

Ore 17.15 – «L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine a Hormuz»

L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, in una mossa che probabilmente complicherà la riapertura dello stretto. Lo scrive Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione. Una fonte ha affermato che l'ubicazione della maggior parte delle mine è nota, ma si è rifiutata di spiegare come gli Stati Uniti intendano gestirle. L'attività di dispiegamento mine non è ancora estesa, riferiscono altre fonti alla Cnn, aggiungendo che Teheran detiene ancora oltre l'80-90% delle sue piccole imbarcazioni e dei suoi posamine, quindi le sue forze potrebbero facilmente piazzarne a centinaia. 

Ore 17 – Nuove esplosioni a Teheran

In Iran sono state segnalate nuove esplosioni nella capitale Teheran. Lo riportano i media israeliani.

Ore 16.40 – Macron: «Le capacità militari dell'Iran non sono ridotte a zero»

Le capacità militari dell'Iran «non sono ridotte a zero»: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo ai cronisti al termine della videoconferenza con i leader del G7. A una domanda sulla situazione e l'evoluzione del conflitto in Iran, Macron ha detto di non voler parlare «al posto del presidente degli Stati Uniti d'America. Sarà lui a chiarire nei giorni o nelle ore a venire. Ciò che è evidente per tutti - ha proseguito Macron - è che oggi si devono poter definire degli obiettivi chiari sul piano militare e politico di questo conflitto. Ci sono oggi danni notevoli contro le capacità balistiche, militari, dell'Iran. L'Iran continua tuttavia ad aggredire diversi Paesi della regione e quindi queste capacità non sono ridotte a zero». Nel contempo, ha continuato Macron, «diversi gruppi legati all'Iran continuano ad agire. Penso, in particolare, a ciò che accade in Iraq o in Libano».

Ore 16 – Macron al G7: «Riaprire la navigazione a Hormuz il più presto possibile»

Il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la videoconferenza dei leader del G7 sulla crisi in Medio Oriente, ha sottolineato la necessità di ''ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz il più presto possibile''. Le immagini dell'intervento di Macron sono state pubblicate sul profilo X dell'Eliseo. 

Ore 15.20 – Trump: «Guerra finirà presto, non c'è più praticamente nulla da colpire»

La guerra con l'Iran finirà "presto" perché "non c'è più praticamente nulla da colpire". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un'intervista telefonica con Axios. "Un po' questo e un po' quello... Ogni volta che voglio che finisca, finirà", ha detto Trump.

"La guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane", ha dichiarato Trump ad Axios sostenendo che "quando voglio che finisca, finirà". "Cercavano di colpire il resto del Medio Oriente. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente", ha aggiunto il presidente americano.

Ore 14.45 – Katz: «La guerra continuerà senza limiti di tempo finché necessario»

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che la campagna di bombardamenti congiunti con gli Stati Uniti contro l'Iran continuerà "finché necessario", insistendo sul fatto che gli attacchi hanno inflitto pesanti perdite alle forze di Teheran. "Questa operazione continuerà senza limiti di tempo, finché sarà necessario, finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non decideremo l'esito della campagna", ha affermato, aggiungendo che la leadership iraniana sta fuggendo "come topi nei tunnel". Katz, citato dal Guardian, ha riferito che gli obitori degli ospedali iraniani sono pieni, ma ha insistito sul fatto che le vittime non sono civili. Ha aggiunto che gli attacchi continueranno a Teheran e in tutto il Paese "giorno dopo giorno, obiettivo dopo obiettivo". Per Katz gli attacchi continueranno "per consentire al popolo iraniano di sollevarsi, agire e rovesciare questo regime", aggiungendo che "in definitiva, questo è qualcosa che dipende da loro".

Ore 14.10 – Petrolio, Iran: «Mondo si prepari a 200 dollari al barile»

"Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga i sionisti americani (Israele) e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un bersaglio legittimo. Preparatevi a un barile di petrolio che arriverà a 200 dollari, perché il prezzo dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato". Lo ha affermato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del comando militare iraniano, sottolineando che le forze armate di Teheran passeranno "dagli attacchi reciproci agli attacchi continui contro gli avversari. Gli Stati Uniti non saranno in grado di controllare i prezzi del petrolio".

Ore 14 – Spagna, governo revoca formalmente ambasciatrice in Israele ++

Il governo spagnolo ha disposto la revoca formale dell'ambasciatrice in Israele, Ana Salomon, in carica dal 2021 e già richiamata a consultazioni nel settembre 2025, dopo le tensioni diplomatiche con il governo di Benjamin Netanyahu, seguite dal riconoscimento dello Stato di Palestina nell'aprile di due anni fa. Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale dello Stato ed è stato adottato su proposta del ministro degli Esteri, José Manuel Albares, con deliberazione del Consiglio dei ministri di ieri. Il decreto, firmato da re Felipe VI, ringrazia la diplomatica per i "servizi prestati". 

Ore 13.30 – Katz: «L'operazione in Iran continua senza limiti di tempo»

«L'operazione guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro Benjamin Netanyahu continuerà senza limiti di tempo, finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna». Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, a seguito di una valutazione della situazione tenutasi nel quartier generale della Difesa, insieme al capo di stato maggiore, il capo dell'intelligence militare e il capo del comando del fronte interno, tra gli altri.

Ore 13.07 –Iran: «Non parteciperemo ai Mondiali di calcio negli Usa»

Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Faz, in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare. «Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le «misure malvagie intraprese contro l'Iran»: «ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi». «Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».

Ore 13.02 – Allarme missili dall'Iran a Tel Aviv e nord di Israele

Gli allarmi per l'arrivo di missili dall'Iran stanno suonando a Tel Aviv e nel centro di Israele. Le sirene stanno suonando anche nel nord del Paese 

Ore 12.55 – Iran, pasdaran: «Colpite basi Usa in Kuwait e Bahrein»

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC) iraniano afferma di aver attaccato le truppe statunitensi in Kuwait, sostenendo di aver colpito la base aerea di al-Udairi, la base navale di Mohammed al-Ahmad e la base aerea di Ali al-Salem. Nella dichiarazione, citata da al Jazeera, ha anche affermato di aver colpito con missili e droni una base navale in Bahrein, che ospita truppe statunitensi.

Ore 11.43 – La fregata missilistica italiana è in area Cipro per difendere l'isola 

La fregata missilistica “Federico Martinengo”, la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell'area di Cipro, per la difesa dell'isola. La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani, per un'operazione che avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. La fregata si è ricongiunta la gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle.

Ore 11.30  – Idf: «Nuova ampia ondata di raid in Iran e su Beirut»

«L'Idf ha avviato una nuova ampia ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in tutto l'Iran e, in contemporanea, ha iniziato a colpire infrastrutture di Hezbollah a Beirut». Lo comunica il portavoce dell'Idf.

Ore 11.18 – Meloni: Ho sentito Netanyahu, l'Italia contro ogni escalation»

«Ho sentito, nei giorni scorsi, il primo ministro Netanyahu, al quale ho ribadito la contrarietà dell'Italia a qualunque escalation, fermo restando il diritto di Israele di rispondere agli attacchi di Hezbollah". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Ore 11.03 – Crosetto: «Hormuz è un problema mondiale»

«Hormuz è un problema mondiale, che si ripercuoterà su tutte le economie mondiali, il passaggio Hormuz diventa esiziale per il transito dell'energia e delle navi che ci passano per tutto il mondo e in primis per la Cina, non per l'Italia o l'Ue. Quindi la soluzione, coinvolgendo tutto il mondo, deve essere affrontata nel modo più alto possibile. Forse è uno dei primi terreni su cui costruire un multilateralismo che è stato sepolto negli ultimi anni. Non è una nave italiana che risolve il problema di Hormuz, ma l'Italia può essere uno degli attori che mette insieme tutte le energie di tutto il mondo per affrontare un tema che coinvolge la possibilità di importazione di energia da parte di tutto il mondo». Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine della seduta in Senato. Se l'Iran mina lo stretto «è un problema che non coinvolge solo gli Stati Uniti, Israele, i paesi del Golfo o l'Italia, ma, ripeto, il mondo - risponde Crosetto -. Quindi il fatto di minare Hormuz o di sminare Hormuz diventa un problema di una comunità finalmente internazionale che, ripeto, magari attraverso meccanismi multilaterali - ne cito uno, l'Onu, di cui non parliamo neanche più - affronta questo tema».

Ore 10.51 – Il Papa: «Vicino al Libano in questo momento di prova»

«Sono vicino a tutto il popolo libanese in questo momento di grave prova». Lo ha detto il Papa alla fine dell'udienza generale ricordando che oggi si celebrano i funerali di padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, rimasto ucciso in un bombardamento. «Padre Pierre è stato un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo», ha sottolineato Leone XIV.

Ore 10,15 – Droni vicino all’aeroporto di Dubai: feriti

Alcuni droni sono caduti vicino all'aeroporto di Dubai, ferendo quattro persone, ma il traffico aereo è proseguito normalmente: lo ha dichiarato il governo di Dubai, mentre l'Iran continua con gli attacchi contro i paesi del Golfo. «Le autorità confermano che due droni sono caduti poco fa nei pressi dell'aeroporto internazionale di Dubai, provocando ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano. Il traffico aereo è regolarmente operativo», si legge in una nota dell'ufficio stampa di Dubai.

Ore 9,30 – L’Iran: «Liberi di attaccare le loro banche»

«Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione». Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane. «Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure», ha avvertito il comando, aggiungendo: «La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche».

Ore 8,43 – Teheran: «Punizione per Israele solo all’inizio»

«Netanyahu non vuole vedere come le potenti forze armate iraniane puniscano Israele per la sua aggressione: siamo solo all'inizio». Lo afferma il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sul suo account X. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo le notizie provenienti da Stati Uniti e Israele secondo cui la potenza militare iraniana è stata smantellata. Il diplomatico iraniano ha anche avuto colloqui ieri sera con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, sottolineando che «le forze armate iraniane sono pronte per la legittima autodifesa e per una risposta ferma alle aggressioni statunitensi e israeliane, compresi gli attacchi alle basi e alle risorse statunitensi nella regione».

Ore 8 – «Il figlio di Khamenei ferito ma vivo»

Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante un raid americano-israeliano sferrato nella notte. Questa la risposta alle indiscrezioni sul destino della nuova guida suprema.  Il ferimento risalirebbe al primo giorni di incursione. 

Ore 7,30 – Colpito un cargo inglese a Hormuz

Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica. «È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo», ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations.

(Unioneonline)

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