Migliaia di persone ai funerali di Ratko Mladic, il “boia di Srebrenica” sepolto accanto alla figlia morta suicida
L'omelia del capo della Chiesa ortodossa: «Il suo nome resterà nella memoria dei serbi, la storia giudicherà»Migliaia di persone radunate a Belgrado per i funerali di Ratko Mladić, l'ex comandante delle forze serbo-bosniache condannato per genocidio e crimini di guerra commessi durante la guerra in Bosnia negli anni '90. Dopo cinque ore di camera ardente, iniziata alle 7 nella chiesa di San Luca Apostolo, a mezzogiorno il patriarca della Chiesa ortodossa serba, Porfirije, ha officiato l'opelo, la cerimonia religiosa funebre.
Secondo la polizia, citata dai media filo-governativi, almeno 8.000 persone hanno reso omaggio a Mladić all'esterno della chiesa. Una folla composta da persone di tutte le età, ex combattenti e sostenitori dell'ex generale, molti dei quali vestiti di nero e con bandiere serbe ed effigi di Mladić. La polizia ha bloccato le strade nella zona circostante per consentire l'afflusso dei partecipanti. Tra le immagini e i simboli esposti anche un grande striscione con la scritta: «Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe, affinché la gloria della Serbia possa tornare».
In chiesa anche esponenti delle istituzioni serbe. Tra loro il ministro della Giustizia Nenad Vujić, che nei giorni scorsi aveva accompagnato personalmente la salma sul volo di Stato del governo serbo proveniente dall'Aja e che, il giorno dopo la morte di Mladić, aveva annunciato per primo gli onori militari e di Stato. Presenti inoltre il ministro della Cultura Nikola Selaković e il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Darko Glišić.
Un picchetto d'onore di militari è stato schierato accanto alla bara, sulla quale erano esposti la sciabola d’onore, le medaglie e le onorificenze del generale, oltre al suo berretto da alto ufficiale.
«Un cristiano ortodosso e soldato serbo», ha detto il patriarca Porfirije, il suo nome «rimarrà profondamente impresso nella memoria della maggior parte del popolo serbo». «Al di là delle sentenze dei tribunali umani – ha aggiunto – il verdetto definitivo sulla figura e sulle azioni del generale spetta al tempo, alla memoria storica e, soprattutto, al giudizio divino».
Le atrocità commesse da Mladić durante la guerra in Bosnia, nel periodo della dissoluzione dell'ex Jugoslavia, gli valsero sui media internazionali il soprannome di “Macellaio della Bosnia”, oltre che la condanna per il massacro di Srebrenica del 1995 in cui morirono oltre 8mila persone. Nonostante le sentenze, continua a essere considerato un eroe da una parte della popolazione serba, in particolare nella Republika Srpska, dove la sua morte era stata già commemorata con veglie e raduni.
Al termine dell'opelo, la salma di Mladić è stata trasferita in corteo verso il cimitero di Topčider, dove si svolgerà la sepoltura. Secondo la volontà della famiglia, l'ex generale sarà sepolto accanto alla tomba della figlia, morta suicida nel 1994, ad appena 23 anni, dopo avere scoperto gli orrori commessi dal padre.
(Unioneonline)