Morto il generale Ratko Mladić, il comandante dei serbo bosniaci condannato all'ergastolo all'Aja per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità. Ne danno confermano i media serbi.

Mladić è deceduto in un ospedale penitenziario all'Aja all'età di 83 anni, ha dichiarato Lidija Pavićević, sottosegretaria di Stato presso il Ministero dei Diritti Umani e delle Minoranze della Serbia, affermando di aver ricevuto l'informazione dal figlio dell'ex comandante, Darko Mladić, citato da Tanjug.

Condannato all'ergastolo nel 2017, e poi in appello nel 2021, dal 2024 Mladić era detenuto in un ospedale psichiatrico all'Aja, dove era costretto a letto da un anno e mezzo.

Negli ultimi mesi la Serbia ne aveva chiesto il rilascio umanitario per motivi di salute, in quanto malato terminale e vittima di uno o due ictus, ma il Meccanismo per i tribunali penali dell'Aia ha respinto le richieste, affermando che in carcere riceveva le cure palliative necessarie.

Come capo militare con responsabilità di comando, Mladić fu tra i responsabili dell'assedio di Sarajevo durato dal 1992 al 1996 e del massacro di Srebrenica del luglio 1995, enclave allora dichiarata “area protetta” dalle Nazioni Unite in cui per ordine di Mladić furono uccisi sistematicamente oltre 8mila musulmani bosniaci. 

(Unioneonline)

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