«Giorgia Meloni non ha detto “Spero nel Nobel a Trump”. Ma se riesce a far chiudere l'accordo tra Ucraina e Russia dopo aver portato al cessato il fuoco israeliani e Hamas, può avere il Premio Nobel. Mi pare un riconoscimento giusto, se riesce in questo intento se lo merita. Questo è incontrovertibile, può stare più o meno simpatico, però questo è un dato: se raggiunge l'obiettivo sarà un dato incontrovertibile». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al margine di un evento di Forza Italia per la giustizia a Roma. 

Anche il vicepremier è dunque sulla stessa lunghezza d’onda della presidente del Consiglio, che ieri aveva affermato: «Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump, confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta l'Ucraina».

Parole che però hanno innescato la dura reazione dell’opposizione. «Ieri – ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein – abbiamo sentito la premier proporre il premio Nobel per la pace al presidente americano Trump. L'ha fatto nei giorni in cui il presidente Trump ha mandato un'agenzia federale armata nelle strade di Minneapolis, dove non solo qualche settimana fa l'abuso della forza da parte dell'Ice ha ucciso una donna, una madre di famiglia, una poetessa, che non aveva fatto nulla. Proprio in questi giorni abbiamo visto la stessa Ice arrestare un bambino di cinque anni dopo averlo portato davanti alla porta di casa per usarlo come esca e far uscire ed arrestare anche la madre. Ci rendiamo conto – ha concluso la leader dem – di quello che sta accadendo? E davvero un grande paese come l'Italia deve proporre oggi il Nobel per la pace per il presidente degli Stati Uniti che sta facendo queste cose? Ecco io credo che la nostra Italia non meriti di scivolare così in basso».

(Unioneonline)

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