«Gli Stati Uniti hanno vinto "militarmente" sull'Iran». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla cena di Stato per re Carlo. Trump ha aggiunto che gli Usa stanno «andando molto bene» nella guerra, tanto che «abbiamo sconfitto militarmente l'avversario». «Charles è d'accordo con me, non permetteremo mai a quell'avversario di dotarsi di un'arma nucleare», ha poi sottolineato, affermando che «Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno combattuto fianco a fianco, «fieri e trionfanti, contro le forze del comunismo, del fascismo e della tirannia». Le dichiarazioni del presidente arrivano in un momento di forte tensione internazionale, con ripercussioni dirette sugli equilibri geopolitici ed energetici globali.

La guerra in Iran infatti ha stravolto gli equilibri e le alleanze fra i maggiori paesi produttori del Golfo. Mentre Teheran si appresta a presentare a giorni una nuova proposta di pace dopo che la precedente ha riscontrato lo scetticismo di Donald Trump, gli Emirati Arabi Uniti annunciano la loro uscita dall'Opec, infliggendo un duro colpo al cartello. L'uscita arriva al termine di anni di tensioni fra gli Emirati e l'Arabia Saudita sulle quote di produzione, con Riad leader de facto del cartello accusata di limitare ingiustamente le esportazioni del paese. La guerra in Iran ha esacerbato i rapporti facendo emergere una distanza profonda su come rispondere a Teheran. Gli Emirati, terzo produttore di petrolio all'interno dell'Opec, ospitano un'importante base militare americana e hanno subito pesanti attacchi iraniani.

La pioggia di missili e droni ha spinto il governo a valutare significativi investimenti nella difesa da finanziare aumentando la produzione petrolifera, divenuta così elemento essenziale per tutelare i propri interessi nazionali. L'uscita degli Emirati dopo 50 anni nell'Opec segue gli addii di Ecuador e Qatar, lasciando il cartello debole e alle prese con il boom energetico americano che fa concorrenza. L'annuncio a sorpresa è arrivato mentre la diplomazia continua a lavorare per cercare di sbloccare lo stallo venutosi a creare sulla guerra. I mediatori del Pakistan, riporta Cnn, si attendono a giorni una nuova proposta di Teheran dopo che Trump ha fatto sapere di aver respinto la versione precedente. Il commander-in-chief e i suoi consiglieri si sono mostrati scettici di fronte all'offerta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz e rimandare a una seconda fase le trattative sul nucleare. L'amministrazione americana non ha respinto la proposta categoricamente, ma non ha neanche nascosto i suoi seri dubbi sulla buona fede dell'Iran e sull'intenzione di Teheran di mettere fine all'arricchimento dell'uranio e impegnarsi a non sviluppare l'arma nucleare. 

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata