Scattato il blocco Usa con 15 navi a Hormuz. Trump: «Chi lo viola sarà eliminato. L’Iran ci ha chiamati, vuole un accordo»
Obiettivo è vietare il transito in ingresso e in uscita dallo Stretto. Solo Netanyahu appoggia la decisione di Trump(Ansa)
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Alle 16 ora italiana è entrato in vigore il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump. «Attenzione, se una qualsiasi di queste navi si avvicina al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, usando lo stesso sistema di sterminio che usiamo contro i narcotrafficanti sulle imbarcazioni in mare. È rapido e brutale». Obiettivo del blocco è vietare il transito in ingresso e in uscita dallo Stretto, che è sotto il controllo dell’Iran.
«La Marina iraniana – ha aggiunto Trump - giace sul fondo del mare, completamente annientata: 158 navi. Non abbiamo colpito il loro piccolo numero di quelle che chiamano navi d'attacco veloci, perché non le consideravamo una grande minaccia».
A condurre l’operazione ci sono più di 15 navi americane, riporta il Wsj citando un funzionario Usa, secondo cui gli Stati Uniti possono contare in Medio Oriente su cacciatorpediniere lanciamissili e svariate unità da guerra in grado di lanciare elicotteri a supporto delle operazioni di abbordaggio.
Al blocco non partecipa la Gran Bretagna, come aveva inizialmente annunciato Trump: lo ha prima riferito la Bbc, poi lo ha confermato il primo ministro Starmer. I Paesi europei, la Cina, la Russia, i Paesi del Golfo e l’Onu condannano la decisione del presidente Usa, appoggiata dal solo Benjamin Netanyahu.
I Pasdaran dal canto loro hanno avvertito che lo stretto di Hormuz resta chiuso e che qualsiasi minaccia ai porti del Paese scatenerebbe una risposta regionale più ampia. «Nessun porto nel Golfo Persico o nel Mare di Oman rimarrebbe sicuro se i porti iraniani fossero presi di mira», ha avvertito il colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya. Le Forze Armate iraniane, ha proseguito, «considerano la difesa dei diritti nazionali del paese un obbligo naturale e legittimo, compreso l'esercizio della sovranità nelle acque territoriali del paese». «Le navi affiliate al nemico non hanno e non avranno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz,» ha detto. «Altre imbarcazioni saranno autorizzate a transitare lo stretto in conformità con i regolamenti delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran», ha chiarito.
Regge per ora il fragile cessate il fuoco, ma «potrebbe finire molto presto», ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. E lo stesso Trump, secondo il Wsj, starebbe valutando in aggiunta al blocco degli «attacchi militari mirati». Trump potrebbe anche riprendere una vera e propria campagna di bombardamenti, sebbene i funzionari abbiano affermato che questa ipotesi sia meno probabile, data la prospettiva di un'ulteriore destabilizzazione della regione e l'avversione del presidente ai conflitti militari prolungati.
«Siamo pronti a qualsiasi scenario», è la risposta del ministro della Difesa iraniano ad interim, il generale di brigata Majid Ibn Reza. «Qualsiasi aggressione provocherebbe una risposta dura e decisa, le forze armate sono in stato di massima allerta e il Paese è pronto a qualsiasi scenario».
I colloqui, tuttavia, sono ancora in corso. Le trattative dello scorso weekend si sono incagliate, secondo quanto riferito da una fonte informata, sulla proposta Usa all’Iran di accettare una moratoria di 20 anni sull’arricchimento dell’uranio. Gli iraniani hanno risposto proponendo un periodo più breve, a "una sola cifra".
Sul possibile accordo è poi intervenuto Tump che ha sottolineato il «buon lavoro» del vicepresidente JD Vance nelle trattative con l'Ira e che «il punto critico dei negoziati è stato il nucleare». «L'altra parte di ha chiamato e vuole un accordo. Siamo stati chiamati questa mattina dalle persone giuste e vogliono lavorare a un accordo», ha aggiunto senza nominare l'Iran.
(Unioneonline)
