È caos in Catalogna nella giornata in cui si svolge il referendum per l'indipendenza dalla Spagna: disordini si registrano in vari seggi - i feriti sarebbero una quarantina, tre in condizioni gravi - e la polizia, in tenuta antisommossa, ha prima tentato di allontanare gli elettori che mettevano in atto una resistenza pacifica, poi avrebbe anche sparato dei proiettili di gomma per disperdere la folla.

Inoltre almeno una persona è stata arrestata a Barcellona con l'accusa di resistenza.

Oltre 5 milioni e 300mila gli elettori; 2.315 le stazioni elettorali (aperte fino alle 20) alle quali ci si può recare con la scheda stampata a casa e la carta di identità.

La polizia, poco dopo le 9, ha avviato le operazioni per cercare di evitare la consultazione; a Barcellona, nella scuola Ramon Llull, venti poliziotti hanno tentato di entrare, mentre un centinaio di persone facevano da scudo umano; a Girona, invece, sono riusciti a sfondare l'ingresso con l'obiettivo di impedire che votasse il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont (che in effetti poi si è recato in un'altra sede); e una donna anziana è rimasta ferita durante le operazioni degli agenti in uno dei seggi a Barcellona.

Carles Puigdemont

Il ministero dell'Interno spagnolo, poco dopo l'apertura dei seggi, ha pubblicato su Twitter la foto delle prime urne e schede sequestrate:

Le urne e le schede sequestrate

Inoltre il governo avrebbe disposto l'interruzione delle linee internet in alcuni seggi.

Un portavoce ieri aveva annunciato l'annullamento della consultazione, e decine di siti internet che fornivano informazioni su come partecipare alla consultazione sono stati chiusi, ma il vicepresidente catalano ha risposto parlando di "grave attacco alla democrazia".

E dalle prime ore del giorno tantissime persone si sono messe in coda per esprimere il proprio voto, anche se in molte strutture già alle 6 si è proceduto allo sgombero e all'apposizione dei sigilli; gli indipendentisti, intanto, continuano a lanciare gli appelli agli elettori per andare ai seggi.

"Un capo del governo codardo ha inondato di polizia Barcellona che è una città di pace": sono queste le parole che il sindaco della città, Ada Colau, ha scritto su Twitter.

LA POLIZIA INTERVIENE A BARCELLONA:

"Nel caso in cui trovino la loro scuola chiusa, gli elettori restino fermi davanti alla porta finché non potranno entrare - sono state le ultime raccomandazioni - e, in caso di presenza di polizia, mettano in atto una resistenza pacifica".

All'alba di oggi un uomo sarebbe anche stato aggredito da un gruppo di persone incappucciate. Secondo alcune fonti di stampa, era all'interno di una scuola, sede di voto, a Figueres: contro di lui si sono scagliati alcuni soggetti col volto travisato, e lo avrebbero picchiato con l'asta di una bandiera.

In alcuni seggi ci sono anche diversi indipendentisti sardi: "Siamo pronti a fare anche da scudi umani", hanno detto.

E ieri sera i cinque delegati del Comitadu Sardu pro su Referendum de Catalunya hanno preso parte a un incontro all'Institut del Teatre di Barcellona insieme ad altri delegati provenienti da tutta Europa; nella notte, invece, hanno presidiato i seggi insieme ai cittadini catalani.

Gli indipendentisti sardi con la bandiera dei Quattro mori

E su Twitter è arrivato un messaggio della Dinamo Sassari:

(Redazione Online/s.s.)

L'IRRUZIONE NEI SEGGI:

I SARDI IN CATALOGNA: "LA VIOLENZA, UNA SCONFITTA":

LA VIGILIA DEL VOTO:

GLI INDIPENDENTISTI SARDI:

INDIPENDENZA? ECCO I MOTIVI:

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