A quasi un mese dall'uccisione di Renee Good e a venti giorni da quella di Alex Pretti, morti entrambi per mano di due agenti dell'immigrazione a Minneapolis, l'amministrazione di Donald Trump ha annunciato un parziale passo indietro. Tom Homan, l'uomo al quale il presidente ha affidato uno dei dossier più delicati del suo secondo mandato, ha annunciato il ritiro, con effetto immediato, di 700 uomini dell'Ice dalla città del Minnesota. Ne resteranno comunque 2.000, ma l'obiettivo è quello di ridurli ulteriormente.

Trump in un’intervista a Nbc ha dichiarato che la decisione di ritirare gli agenti è stata sua: «Da quanto accaduto a Minneapolis abbiamo imparato che forse potremmo usare un tocco un po' più morbido sull'immigrazione, ma bisogna comunque essere duri», ha detto.

Una buona notizia, dunque, per la città che da due mesi vive in un clima di tensione, terrore, manifestazioni, scontri, reazioni. Homan, che ha preso il controllo dell'operazione in Minnesota, ha rivendicato comunque che «è stata un successo» pur ammettendo che «non è stata perfetta». E ha avvertito che le forze dell'immigrazione resteranno nella città finché il lavoro non sarà completato: «Non è una resa».

Il governatore del Minnesota, Tim Walz, dal canto suo ha definito l'annuncio «un passo nella giusta direzione», ma ha chiesto un «ritiro delle forze più rapido e su più ampia scala». Ma per lo zar sull'immigrazione ciò dipenderà dalla collaborazione delle autorità locali e della comunità. L'ex candidato democratico alla vicepresidenza ha anche continuato a fare pressione su indagini rapide, e condotte dallo Stato, sugli omicidi di Pretti e Good nonché la fine delle "rappresaglie".  Walz, che assieme al sindaco di Minneapolis Jacob Frey si è fermamente opposto alla presenza dell'Ice, ha anche dichiarato che l'operazione «non sta rendendo il Minnesota più sicuro».

Proprio in queste ore ha parlato, inoltre, la famiglia della 37enne uccisa il 7 gennaio, confessando di sentirsi scoraggiata dal fatto che la morte della donna non abbia indotto alcun cambiamento nel comportamento dell'Ice. «Questi eventi stanno trasformando la comunità, stanno trasformando le nostre vite», ha detto Luke Ganger, uno dei fratelli di Good nel corso di un forum organizzato dai democratici del Congresso sull'uso della forza da parte degli agenti federali. Ganger si è anche rifiutato di accettare che quanto accaduto alla sorella sia stata una «brutta giornata, una settimana difficile o un incidente isolato». Presente al forum anche l'altro fratello di Renee, Brent, il cui intervento è stato più volte interrotto dalle lacrime. «Affrontare una morte così violenta e insensata è stato reso ancora più difficile da sentimenti di incredulità, angoscia e disperazione», ha dichiarato Luke. «Nelle ultime settimane, la nostra famiglia ha trovato un pò di conforto pensando che forse la morte di Nee avrebbe portato a un cambiamento nel nostro Paese - ha aggiunto - E invece non è successo». 

(Unioneonline)

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