Il giorno dopo la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano Cortina diventano un caso politico internazionale i fischi al vice presidente americano JD Vance, che ieri era in tribuna d'onore a San Siro con gli altri rappresentanti istituzionali. Il numero 2 Usa ha ricevuto dei fischi dal pubblico quando il suo volto è apparso sui maxi schermi dello stadio e questa contestazione ha oscurato per un momento gli applausi fragorosi ricevuti dalla delegazione americana. E anche oggi sono arrivati dei “buu” ripetuti più volte, che si sono sentiti nettamente all'Hockey Arena di Milano Rho dov'era per assistere a una partita di Team Usa donne.

«È sorprendente perché piace alla gente - ha commentato il presidente Usa Donald Trump interpellato sull'accaduto mentre si trovava in volo sull'Air Force One -. Beh, voglio dire, ora si trova in un Paese straniero. Per essere onesti, non viene fischiato in questo Paese».

L'arrivo del vice presidente americano in città per i Giochi olimpici invernali è stato accompagnato da una scia di polemiche per la possibile presenza degli agenti dell'Ice a Milano, contro cui ci sono state anche delle proteste di piazza. Un clima certamente non sereno che ad un certo punto si è sentito anche al Meazza durante la festa per l'avvio dei Giochi.

«Si può dissentire, ma gli ospiti non bisogna mai fischiarli. Ognuno poi in democrazia fa quello che vuole - ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani -. Anche se non condivido, io non fischio. Come fischiare gli atleti israeliani, sono atleti come tutti gli altri».

Durante la cerimonia altri fischi sono infatti arrivati, prima ancora di quelli rivolti a Vance, alla delegazione di atleti israeliani, mentre per l'Ucraina è partita un'ovazione. Il clima internazionale teso, con due guerre, i dazi, le tensioni tra Usa ed Europa su alcuni temi arrivano inevitabilmente anche a Milano Cortina, anche se il Cio ha cercato di stemperare e di riportare tutto sul piano sportivo.

«In generale, direi che negli eventi sportivi ci piace vedere il fair play», ha commentato il portavoce del Cio Mark Adams. Anche perché i prossimi Giochi sono in programma a Los Angeles e quindi «siamo molto felici che l'amministrazione statunitense sia così coinvolta, qui e naturalmente anche in prospettiva futura. È un aspetto molto positivo per il movimento olimpico". L'ad della Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier, presente anche lui ieri in tribuna a San Siro, ha rimarcato invece «il boato di entusiasmo quando è entrata la squadra statunitense, non ho sentito altro».

Sulla vicenda dei fischi a Vance il Guardian riporta un dettaglio, cioè che la Casa Bianca ha pubblicato sul suo profilo X un video della Nbc della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali in cui non si sentono, sottolineando inoltre che l'emittente americana, che ha i diritti sui giochi invernali, ha omesso di commentare quanto accaduto.

Ma i fischi ricevuti al Meazza non hanno cambiato il programma di Vance a Milano e questa mattina è stato in visita al Cenacolo Vinciano per ammirare l'opera di Leonardo. Insieme a lui anche il segretario di Stato Marco Rubio. Poi il numero 2 americano si è spostato a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano per una tappa a Villa Campari, sede storica del marchio Campari, dove ha pranzato.

Infine alle Olimpiadi non può mancare lo sport e il vicepresidente è arrivato nel pomeriggio alla Hockey Arena di Milano Rho per la sfida femminile tra Usa e Finlandia. Insieme a lui sempre la famiglia, la moglie e i tre figli e a fargli compagnia in tribuna è arrivato anche lo YouTuber e pugile americano Jake Paul, figura abbastanza controversa nel suo Paese per il tenore dei contenuti che pubblica. E quando si è allontanato dalla tribuna scortato dagli uomini della sicurezza per lasciare l'arena, da una parte del pubblico sono arrivati dei "buu”, che si sono sentiti nettamente. Domani l'ultimo giorno a Milano e poi lunedì è previsto il ritorno negli Stati Uniti.

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata