La giustizia ungherese ha condannato l'attivista tedesca Maja T. a otto anni di carcere per violenza.

Il processo alla 25enne è un procedimento “fotocopia” di quello che ha visto coinvolta Ilaria Salis, oggi parlamentare.

La giovane era infatti accusata insieme a 19 altri attivisti europei incriminati dalla giustizia ungherese per le aggressioni commesse nel 2023 contro nove militanti di estrema destra a margine di un raduno neonazista a Budapest.

Sui suoi canali social Ilaria Salis ha parlato di «processo farsa», aggiungendo: «Non ci sono dubbi. È un palcoscenico kafkiano su cui va in scena lo squallido spettacolo della punizione esemplare che il regime infligge ai propri nemici».

In serata è arrivata, sempre dal tribunale di Budapest, anche la condanna a 7 anni, in contumacia, per l’altro militante italiano Gabriele Marchesi, e a 2 anni e mezzo, con condanna sospesa, all’attivista Anna Christina Mehwald.

La difesa di tutti i tre imputati ha presentato ricorso, mentre anche la procura ha presentato ricorso per chiedere l'aggravamento della pena.

(Unioneonline)

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