Abu Dhabi, è braccio di ferro sul Donbass: bombe russe sulle trattative
Droni e missili su Kiev e Kharkiv mentre negli Emirati si tratta, e lo scoglio più duro è quello territorialeLe delegazioni ad Abu Dhabi (Ansa)
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La Russia ha attaccato l'Ucraina nella notte del 24 gennaio con «oltre 375 droni e 21 missili di vario tipo, le forze di difesa aerea ucraine sono riuscite ad abbattere la maggior parte degli obiettivi in arrivo».
Lo afferma il presidente Volodymyr Zelensky. «Ieri sera, la Russia ha lanciato un massiccio attacco contro le nostre regioni: oltre 370 droni d'attacco e 21 missili di vario tipo. Kiev e la sua regione, Sumy, Kharkiv e Cernihiv sono state attaccate».
Bombe che arrivano mentre ad Abu Dhabi sono in corso i negoziati, in cui lo scoglio più duro resta la questione territoriale.
Sul Donbass si sta consumando un vero e proprio braccio di ferro: «Le forze armate ucraine devono lasciare il territorio del Donbass», ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Una condizione che Volodymyr Zelensky ha già detto più volte - e molto chiaramente - di non poter accettare.
I delegati ucraini e russi sono tornati ad incontrarsi direttamente negli Emirati arabi uniti per la prima volta dall'estate scorsa, dopo tre tornate tenute ad Istanbul e mediate dalla Turchia. Si tratta comunque «un passo avanti», ha detto Zelensky.
E questa volta la novità è data dall'impegno profuso negli ultimi giorni dai mediatori americani, che sono presenti ad Abu Dhabi con una nutrita delegazione guidata dall'inviato speciale Steve Witkoff, affiancato dal genero di Donald Trump, Jared Kushner.
Mosca ha ribadito che non è possibile una soluzione del conflitto a lungo termine senza che sia risolta la questione territoriale sulla base della "formula di Anchorage". Cioè di accordi che sarebbero stati raggiunti da Trump e Putin durante il loro vertice dello scorso Ferragosto in Alaska.
«Fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto la Russia continuerà a perseguire con coerenza gli obiettivi dell'operazione militare speciale proprio sul campo di battaglia, dove le forze armate russe detengono l'iniziativa strategica».
Anche Zelensky ha confermato l’importanza del nodo territoriale. «La questione del Donbass è fondamentale», ha detto il leader ucraino, aggiungendo di averne discusso con Trump. Secondo Zelensky, affrontare il problema nei colloqui di Abu Dhabi permetterà di stabilire «il modo in cui le tre parti lo vedono. In ogni caso è un passo avanti, si spera verso la fine della guerra, ma possono succedere cose diverse».
Nessuno comunque si aspetta una svolta decisiva dai colloqui trilaterali negli Emirati, ai quali la Russia ha mandato una delegazione di soli militari, guidata dal capo dell'intelligence del ministero della Difesa, l'ammiraglio Igor Kostyukov, già presente ai negoziati di Istanbul lo scorso anno. In Turchia era presente, e guidava la delegazione ucraina, anche Rustem Umerov, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, che è tra i negoziatori anche ad Abu Dhabi, insieme al capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov.
(Unioneonline)
