Sardi a Dubai ostaggi della guerra: «Incertezza sugli aerei, frontiere chiuse e la Farnesina non risponde»
L’avvocato tempiese Marco Petitta: «Ci hanno comunicato altre cancellazioni dei voli. Inutile chiamare il ministero degli Esteri»Avvocato di Tempio.mp4
Crescono paura e preoccupazione per i sardi che si trovano a Dubai e che hanno vissuto l’attacco dei droni iraniani la notte del 28 febbraio. Un altro attacco è stato sferrato in serata nella città degli Emirati Arabi. Il problema è anche l’incertezza assoluta sul rientro in Italia. I voli vengono via via cancellati. Soltanto alcuni aerei, pochissimi, decollano scortati dai caccia.
QUI TUTTE LE NOTIZIE SULLA GUERRA
Le comunicazioni che arrivano agli interessati non sono incoraggianti, il volo dall’aeroporto internazionale di Dubai a Fiumicino di domani pomeriggio è stato soppresso e sembra certa la cancellazione anche del volo di sabato.
Le autorità degli Emirati Arabi stanno assistendo le persone che sono negli hotel di Dubai anche economicamente. Ma la situazione è difficile, con la chiusura delle frontiere è impossibile spostarsi in auto per raggiungere, dopo viaggi di migliaia di chilometri, altri aeroporti della regione. In questo momento è impossibile avere indicazioni certe sulla partenza. Ad aggravare la situazione la difficoltà a contattare l’ambasciata italiana per avere assistenza. Decine di minuti di attesa al telefono non servono per avere comunicazioni ufficiali della Farnesina.
L’avvocato tempiese Marco Petitta vive e lavora a Olbia, da Dubai conferma l’incertezza assoluta su data e modalità del rientro in Sardegna: «Ci hanno comunicato la cancellazione del primo volo. Si parla di sabato, sempre con Fly Emirates, ma non è certa neanche questa data». Visto quello che è successo «c’è tensione, ma non la percezione di un pericolo imminente. Poteva andare molto peggio».