Salim El Koudri, il 31enne in carcere per aver falciato i pedoni a tutta velocità nel centro di Modena, avrebbe chiesto sigarette, ma anche una Bibbia e di poter parlare con un prete

«Sono uscito perché quel giorno morivo, non volevo fare del male a nessuno», ha detto in un colloquio in carcere con il suo legale, avvocato Fausto Giannelli, riferendosi a quanto avvenuto sabato scorso. Un racconto vago e annebbiato, con ricordi che spesso dovevano essere stimolati dallo stesso legale. «Andavo più forte che potevo», ha detto anche. E quando è stato informato delle condizioni dei feriti, tra cui la donna che ha perso le gambe, avrebbe risposto: «Che cosa tremenda».

Il legale ha annunciato che chiederà una perizia psichiatrica: «È la cosa più urgente, non si è reso conto dell’accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale, di rivivere per la prima volta la memoria quando gli racconto quello che è successo sabato. È in una condizione di assoluta confusione, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole». El Koudri «sembra ricordare le cose che ha fatto un altro. Mi ha detto ‘io quel giorno sono uscito pensando di morire, non di uccidere e neanche di uccidermi, solo di morire’».

Il giovane, che si trova in isolamento, è accusato di strage e lesioni aggravate. Per i pm di Bologna al momento non sono emersi elementi di matrice terroristica.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la sua personalità e di capire se all’origine dell’attentato ci possa essere l’emulazione di stragi commesse negli scorsi anni in Europa, in particolare quelle di Nizza e Berlino.

Le mail e gli insulti ai cristiani

E all’attenzione degli inquirenti sono finite quattro mail inviate in poco più di un’ora il 27 aprile 2021 all’Ateneo di Modena, dove El Koudri si era laureato e a cui chiedeva un lavoro.

«Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere e qua a Modena, non in cu** al mondo, dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene». Poi, dopo pochi minuti: «Fatemi lavorare». Quindi quella dei «bastardi cristiani». E ancora: «Bastardi cristiani di me***, voi e il vostro gesù cristo in croce. Lo brucio». Infine le scuse: «Scusate per la maleducazione».

Salim El Koudri è cittadino italiano dal 27 settembre 2009, aveva 14 anni. La sua famiglia arrivò a Ravarino nel 2000: «Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti - spiega la sindaca Maurizia Rebecchi - ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era un uno studente modello. Altrettanto alla scuola secondaria di Bomporto, quindi assolutamente un bambino come tutti gli altri». In seguito il giovane ha frequentato un liceo a Modena e poi si è laureato in economia aziendale. A differenza dei genitori, non frequentava la comunità islamica locale.

Piantedosi

«Il sistema antiterrorismo non ha rivelato falle», rivendica il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Che sul tema dei rimpatri smentisce Salvini: «Condivido la sua attenzione per una gestione più sostenibile dell’immigrazione, ma qui stiamo parlando di altro. Lavoriamo ai rimpatri per gli stranieri che delinquono, ma qui parliamo di un cittadino italiano».

Piantedosi ha anche sottolineato come una componente «molto evidente» del soggetto sia il «disagio psichiatrico, a prescindere da tutto quanto potranno stabilire gli inquirenti».

I feriti

Intanto è stata estubata ed è cosciente la donna tedesca di 69 anni ricoverata all’ospedale di Baggiovara di Modena. Era la persona colpita per ultima dall’auto guidata da El Koudri, che le ha tranciato entrambe le gambe nell’impatto, uno dei quattro feriti più gravi. La prognosi resta riservata.

I due pazienti ricoverati all'Ospedale Maggiore di Bologna – coniugi italiani 55enni - sono entrambi in rianimazione in condizioni stabili. La paziente donna presenta diversi traumi, le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche e in prognosi riservata. L'uomo, anche lui con diversi traumi è stabile, non più in immediato pericolo di vita ma la prognosi è riservata.

La donna di 53 anni, polacca, sempre in condizioni gravi, presenta un quadro clinico stabile, la prognosi resta riservata.

Il paziente di 59 anni, italiano, con trauma facciale, nel confermare la prognosi già comunicata ieri di 30 giorni in totale, presenta un quadro di stabilità e condizioni cliniche buone. 

(Unioneonline/L)

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