24 gennaio 2012 alle 09:07aggiornato il 24 gennaio 2012 alle 09:07
Una missione sarda in Antartide:"Il nostro futuro è sotto lo zero"
In Antartide? Se va bene ci sono “solo” 20 gradi sotto zero. Per andarci a lavorare, occorre una preparazione quasi da astronauti. Manuel Caula, di Iglesias, c'è riuscito.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nella stazione scientifica più estrema e isolata della terra si parla in limba . Sì, perché tra i componenti la missione di Concordia base, nel deserto ghiacciato della candida (e fredda) Antartide, ci sono anche tre sardi. Uno di loro, seppure nato a Roma, è originario di Iglesias dove vivono tuttora i genitori e i fratelli: si tratta di Manuel Caula, 48 anni, diploma di perito elettronico in tasca e un poderoso curriculum che parla di esperienze in Italia e all'estero nel campo dell'automazione industriale ed elettronica, nonché brevetti di pilota aereo e Rov (robot sottomarini teleguidati). Qualifiche che fanno impressione e con le quali è riuscito a entrare a far parte della missione scientifica nella base italo francese di Concordia, dove i ricercatori sono impegnati in diversi studi, tra cui quelli legati alle variazioni climatiche. Manuel è inserito nel settore logistica, così come pure gli altri due sardi: l'infermiere Rodolfo Cabiddu, 50 anni, di Barisardo e il cuoco Giorgio Deidda, 33 anni, di Oristano che sogna di aprire, dopo la missione, un ristorante.
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