«Chiediamo al Governo di convocare il tavolo bilaterale per la revisione dello Statuto della Sardegna». Così la governatrice della Sardegna Alessandra Todde, da Firenze, in occasione del Festival delle Regioni 2026.

«Non ci devono essere autonomie di serie A e di serie B, ma devono essere tutte compiute», ha spiegato Todde. Aggiungendo: «La domanda che ci poniamo è: quali strumenti dobbiamo avere per attuare realmente l'autonomia della Sardegna?». 

Di qui la richiesta di un confronto con Roma, «definendo un percorso e tempi certi che consentano di arrivare a risultati concreti entro tempi certi».

«Per noi c'è anche il tema dell'attuazione nello statuto dell'insularità», ha proseguito Todde, sottolineando anche la necessità di vedere garantiti la continuità dei collegamenti e il livellamento dei costi per trasporti e logistica per eliminare la disparità con quelli delle altre regioni. 

«La specialità – ha affermato Todde – non è un privilegio concesso ad alcuni territori. È una risposta che la nostra Costituzione ha voluto dare alle differenze storiche e geografiche che caratterizzano il nostro Paese».

Per questo, «la revisione dello Statuto deve partire dai bisogni delle persone e dalla possibilità di garantire ai cittadini sardi gli stessi diritti e le stesse opportunità del resto del Paese».

Todde ha anche ricordato che la Sardegna ha formalmente richiesto l’apertura del proprio tavolo bilaterale il 5 novembre 2024, «senza che finora sia stato convocato».

La revisione dello Statuto resta però una priorità, perché, «deve assicurare alla Regione poteri e risorse adeguati alle proprie responsabilità, a partire dalla sanità, finanziata integralmente dal bilancio regionale dal 2007. Se una Regione è chiamata a sostenere integralmente il costo di un servizio, – ha concluso Todde – deve poter disporre degli strumenti necessari per organizzarlo secondo le caratteristiche del proprio territorio, nel rispetto delle garanzie nazionali».

(Unioneonline)

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