Un posto di lavoro conquistato proprio sotto le feste natalizie. Non c'è che dire: sarebbe stato un gran bel regalo di fine anno per Alessandro Turno, 44 anni, educatore professionale in cerca di occupazione. Peccato però che le Poste italiane si siano (inconsapevolmente) messe di traverso, facendogli perdere quell'importante occasione. Perché Alessandro non ha mai ricevuto la comunicazione, datata 4 dicembre 2009, con cui l'ufficio personale della Asl lo informava che il 10 dicembre, alle 10,30, avrebbe dovuto presentarsi a Carbonia, sede degli uffici amministrativi, per l'espletamento delle procedure necessarie per formalizzare l'assunzione a tempo determinato. Non si trattava di posta ordinaria, bensì di un telegramma, il che la dice lunga sulla situazione di caos in cui è piombato il servizio postale. Sta di fatto che il giovane, che per dodici mesi avrebbe avuto la certezza di uno stipendio, ha perso l'occasione. La mancata presentazione entro i termini, avvertiva la Asl nel telegramma, sarebbe stata considerata una rinuncia. Così è stato e il posto di lavoro si è letteralmente polverizzato. A sua insaputa.

IN CASERMA Ci sono voluti tre mesi prima che Alessandro Turno venisse a conoscenza di quanto accaduto. Il che è avvenuto del tutto casualmente: parlando con una persona che lavora alla Asl, ha scoperto che gli era stata inviata la convocazione mai arrivata nella sua casa di via Cavour, nel centro storico di Iglesias. Dopo una lunga e laboriosa ricerca il disoccupato è riuscito a ricostruire l'assurda vicenda e, nei giorni scorsi, ha presentato ai carabinieri di Iglesias una denuncia querela chiedendo all'autorità giudiziaria di procedere penalmente nei confronti di Poste italiane per i reati che si dovessero ravvisare. Turno si riserva di fare anche una causa civile per ottenere il risarcimento del danno, ma la sua speranza è che l'Azienda sanitaria locale, tenendo conto di quanto accaduto, possa procedere a una nuova convocazione per l'assunzione.

GRADUATORIA «È la cosa a cui tengo maggiormente», spiega con modi assai pacati nonostante la brutta avventura: «Ho inviato una lettera alla responsabile del servizio personale, chiedendo che tengano conto di ciò che è capitato e non considerino la mancata presentazione come rinuncia». Ma non è una cosa semplicissima: la Asl, nel frattempo, ha provveduto a chiamare le altre persone che rientravano nella graduatoria formata a seguito della selezione per titoli cui lo stesso Alessandro aveva partecipato nel 2008. Una graduatoria che, al momento, è da considerarsi estinta. Per ora, dunque, resta disoccupato. La speranza di Alessandro, che ha alle spalle alcune esperienze di lavoro a termine nelle amministrazioni pubbliche, è che si possa trovare una soluzione, considerata la carenza di educatori.

Nel frattempo resta l'amaro in bocca per una vicenda che ha dell'incredibile, seppure gli abitanti di Iglesias (ma non solo) siano abituati a fare i conti con i disservizi delle Poste. Passi la mancata consegna di una rivista o di una lettera ordinaria, ma un telegramma è davvero troppo. Non consola, del resto, il contenuto della scarna missiva recapitata al giovane dall'ufficio Iglesias-centro che così recita: «A richiesta si conferma che il telegramma 027/5, accettato a Milano fono il 4/12/2009, che si allega in copia, indirizzato alla S.V, non è stato recapitato in quanto, a seguito della sua istanza, si è accertato che è stato smarrito durante il tentativo di consegna. Scusandoci per il disservizio arrecato, nella speranza che questa nostra ottenga l'effetto da lei desiderato, le porgiamo distinti saluti».

REGOLAMENTO Secondo la “Carta di qualità” di Poste italiane, la controparte in caso di mancato recapito è il mittente, salvo nei casi di deleghe a soggetti diversi. Nel caso specifico del telegramma mai arrivato a destinazione dovrebbe essere l'Azienda sanitaria locale a proporre un reclamo. Resta salva la facoltà di rivolgersi all'autorità giudiziaria, indipendentemente dalla presentazione del reclamo.

CINZIA SIMBULA
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