Sant’Andrea Frius, un’estate al fianco dei volontari antincendio
Si chiude l’esperienza con gli austriaciPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il paese ha ospitato durante l’estate decine di operatori impegnati nella campagna AIB. Ultimo capitolo il preposizionamento dei vigili del fuoco volontari della Bassa Austria. Il sindaco Melis: «Un upgrade rispetto allo scorso anno». Putzu: «Nati anche rapporti di amicizia».
Non soltanto uomini e mezzi in più per affrontare gli incendi, ma uno scambio di esperienze, tecniche e conoscenze che ha finito per creare anche legami personali. A Sant’Andrea Frius volge al termine un’estate vissuta come punto di riferimento per l’accoglienza dei volontari impegnati nella campagna antincendio, culminata con la presenza dei vigili del fuoco volontari della Bassa Austria. Ieri il paese ha ospitato il momento dei saluti alla delegazione austriaca, con la consegna degli attestati e i ringraziamenti a operatori, volontari e a quanti hanno lavorato dietro le quinte. Una cerimonia che ha chiuso simbolicamente settimane di attività sul territorio e, allo stesso tempo, un percorso iniziato diversi mesi prima con la programmazione della campagna estiva.
Gli austriaci sono arrivati nell’Isola nell’ambito del Prepositioned Ground Forest Firefighting Teams, programma inserito nel Meccanismo Unionale di Protezione Civile e pensato per schierare preventivamente squadre specializzate nelle aree europee maggiormente esposte al rischio incendi. In Sardegna il programma ha visto avvicendarsi durante l’estate moduli provenienti da Francia, Estonia e, infine, Austria. A Sant’Andrea Frius è stato allestito, grazie all’Avpcsaf locale, il campo base destinato al modulo austriaco. La prima squadra era formata da 25 operatori con nove mezzi, tra minibus, pick-up, veicoli logistici e un mezzo di comando, ed è stata successivamente sostituita da un secondo contingente. Si tratta di vigili del fuoco volontari della Bassa Austria, inseriti in un sistema organizzato in maniera differente rispetto a quello italiano. Durante la permanenza hanno operato in raccordo con Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Vigili del fuoco, Agenzia Forestas, Protezione civile regionale e organizzazioni di volontariato, prendendo parte alle attività di monitoraggio e sorveglianza del territorio e mettendosi a disposizione anche per la lotta attiva agli incendi.
Il valore dell’esperienza, però, non si è limitato al rafforzamento del dispositivo operativo. Una parte importante del progetto è stata rappresentata dal confronto tra sistemi e procedure differenti e dallo scambio di buone pratiche maturate nei rispettivi territori. Proprio questo aspetto è stato sottolineato durante i saluti finali dalla Protezione civile regionale. Agli austriaci è stato riconosciuto il sacrificio di aver lasciato famiglie e affetti per raggiungere la Sardegna nel momento più delicato della stagione. «Ogni bonifica, ogni pattugliamento, ogni attacco diretto e indiretto contro il fuoco è stato per noi davvero prezioso», è stato ricordato, insieme alla volontà di mantenere i rapporti e continuare a scambiarsi conoscenze ed esperienze. Dietro la fase operativa c’è stato anche un lungo lavoro organizzativo, partito già tra gennaio e febbraio. Durante la cerimonia è arrivato il ringraziamento di Renato Boi, coordinatore del Settore Logistica della Protezione civile regionale. Boi ha ricordato come gli operatori austriaci abbiano lasciato famiglie e affetti per raggiungere la Sardegna nel periodo più delicato della campagna antincendio. “Ogni bonifica, ogni pattugliamento, ogni attacco diretto e indiretto contro il fuoco è stato per noi davvero prezioso”, ha sottolineato, evidenziando anche il valore dello scambio di buone pratiche e conoscenze e auspicando che la collaborazione possa proseguire il prossimo anno.
Un ruolo fondamentale è stato svolto proprio dall’Avpcsaf di Sant’Andrea Frius, che ha garantito l’accoglienza e tutta la macchina logistica necessaria alla permanenza degli operatori. L’ostello, i pasti e l’organizzazione quotidiana sono stati particolarmente apprezzati anche dalla delegazione austriaca. «Senza logistica non c’è nulla», è stato ricordato dalla Protezione civile regionale, che ha ringraziato il presidente dell’associazione Sergio Putzu, il sindaco Simone Melis e quanti hanno collaborato. Quella austriaca rappresenta però soltanto l’ultima tappa di un percorso più ampio. Sant’Andrea Frius è stato coinvolto per il secondo anno anche nelle iniziative dei Gemellaggi AIB, progetto distinto dal preposizionamento europeo ma con lo stesso obiettivo di rafforzare il sistema regionale attraverso l'arrivo e la collaborazione con volontari provenienti da altri territori.
«Questo è il secondo anno e siamo riusciti a fare un upgrade rispetto allo scorso», ha spiegato il sindaco Simone Melis, ricordando l’esperienza maturata durante l’estate e le presenze di gruppi provenienti dalla Lombardia, dal Friuli Venezia Giulia e dall’estero. Secondo il bilancio tracciato dal presidente Sergio Putzu, sono state circa 70 le persone coinvolte nei diversi gruppi passati da Sant’Andrea Frius durante l’estate. Numeri che raccontano soltanto in parte un’esperienza che, con il passare dei giorni, è diventata anche umana. Putzu ha ringraziato tutti per l’aiuto e l’impegno, sottolineando soprattutto i rapporti di amicizia nati durante la convivenza e il lavoro comune. Anche dalla delegazione austriaca è arrivato un giudizio fortemente positivo. Il rappresentante del gruppo ha ringraziato per l’ospitalità ricevuta e per la struttura messa a disposizione, definendo la collaborazione proficua e formativa. L’auspicio è quello di tornare anche il prossimo anno. Ma dalle giornate trascorse insieme è nata anche un’altra idea: invertire lo scambio, portando in futuro i volontari sardi in Austria per conoscere da vicino il loro sistema e lavorare al fianco dei colleghi della Bassa Austria.
