La Regione aveva deciso di non decidere. E ora paga il prezzo dell’inerzia. Poca roba (7.686,35 euro) se si raffronta la somma agli interessi in gioco. Ma paga. 

La partita era quella della valutazione d’impatto ambientale sugli impianti  della fabbrica delle bombe Rwm di Domusnovas: un procedimento avviato “ex post”, ossia dopo che lo stabilimento aveva già realizzato tutte le opere. Alla Giunta regionale guidata da Alessandra Todde era riservato il compito di concludere l’iter. Ma non era stato adottato alcun provvedimento. La società, controllata dalla tedesca Rheinmetall, aveva presentato un ricorso contro il silenzio dell’esecutivo. E il tribunale amministrativo, il 17 ottobre 2025, aveva ordinato alla Regione di prendere una decisione. Ossia concedere o no la Via. 

In risposta la Giunta aveva parlato di necessità di ulteriori istruttorie e approfondimenti. Un modo per prendere tempo. E non decidere. 

Così a febbraio, era intervenuto il Governo con la nomina di un commissario ad acta che aveva autorizzato tutta l’operazione sulla quale in Sardegna si era deciso di non prendere posizione. 

Solo che l’architetto Orsola Renata Maria Reillo, dirigente ministeriale che era stata incaricata da Roma, deve essere pagata per il lavoro svolto. E chi deve onorare la “parcella”. Lo ha deciso ancora una volta il Tar, di nuovo chiamato in causa  dalla Rwm. La sentenza «liquida il compenso in favore del commissario ad acta per le attività svolte nella misura complessiva di  7.686,35 euro ponendolo a carico della Regione Autonoma della Sardegna». 

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