Dermatite, i no vax cacciano i veterinari della Asl: «Vergogna, servi: volete vaccinare animali sani»
Presidio a Masainas, i medici dell'azienda sanitaria si presentano con i barracelli ma vengono respinti. L’assessore Agus: «Sforzi di tanti allevatori compromessi dai comoprtamenti di pochi»Muro no vax a Masainas per impedire la vaccinazione di una mandria di bovini contro la dermatite nodulare contagiosa.
«Vergogna», «servi del sistema»: sono solo alcune delle espressioni rivolte contro i veterinari della Asl che, accompagnati dai barracelli visto il clima di tensione, si erano presentati nell’azienda di proprietà di Antonello Caboni.
A diffondere le immagini che documentano il lungo scambio tra professionisti e attivisti sono gli stessi oppositori.
L’accoglienza verso i veterinari non è delle migliori. L’allevatore chiede di poter visionare il bugiardino del vaccino che dovrebbe essere somministrato alle sue bestie: «Sono sane», sottolinea. Una veterinaria della Asl replica: «E proprio per questo devono essere vaccinate». Ma secondo i no vax presenti non funziona così. La loro tesi è proprio «non si vaccinano gli animali sani».
Chi si ricorda dei vaccini fatti in tenera età è consapevole del fatto che la somministrazione fosse avvenuta in ottimo stato di salute. Ma pare che in certe fette di popolazione questa certezza sia evaporata.
Altra obiezione dei no vax: raccontano che altrove bestie sane siano state vaccinate e che poco dopo si siano ammalate. Quindi il vaccino porterebbe la malattia, non sarebbe utile – come è – per prevenirla. Tanto che ai veterinari arrivati a Masainas viene anche chiesto di firmare una sorta di autocertificazione nella quale dovrebbe assumersi una non meglio identificata responsabilità sul fatto che le iniezioni non provocheranno la malattia.
I veterinari parlano in modo pacato, ripetono allo sfinimento qual è il loro compito. E si trovano anche a dover dimostrare che la temperatura di conservazione delle fiale è corretta. Lo fanno, ma non basta. Quelle mucche non s’hanno da vaccinare, secondo i no vax.
Quando nei giorni scorsi è stato accertato un focolaio di dermatite a Escalaplano l’assessore all’Agricoltura, Francesco Agus, aveva detto: «Nell’ultimo anno abbiamo chiesto sacrifici importanti agli allevatori e alle associazioni di categoria. Sacrifici che la grandissima parte del comparto ha affrontato con serietà e senso di responsabilità, consentendoci di superare passaggi complessi e ottenere risultati importanti, su tutti la ripresa delle movimentazioni dei capi annunciata qualche settimana fa. Per questo è inaccettabile che gli sforzi di tutti possano essere compromessi dal comportamento di pochi che continuano a non rispettare le regole. Occorre andare avanti con la campagna vaccinale e essere fermi nell’imporre il rispetto delle regole».