Carbonia, via alla quarta edizione di "Calici in Piazza"
Cultura e enogastronomia insieme per promuovere lo sviluppo del territorioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
“Calici in Piazza” a Carbonia è giunta alla sua quarta edizione e anche quest’anno è emerso come l’enogastronomia sia uno dei settori che molto ha da dare allo sviluppo economico del Sulcis. L’edizione 2026, così come le altre fortemente volute dal consigliere comunale del gruppo Carbonia Insieme, Beppe Vella, ha preso avvio con un dibattito dal titolo “I nostri calici… ambasciatori del terroir Sulcis” a cui hanno partecipato, oltre al moderatore Simone Franceschi direttore della rivista “il Sommelier”, diversi protagonisti del settore.
Il convegno ha preso avvio con i saluti del sindaco Pietro Morittu, che ha ricordato come «negli anni la manifestazione, nata come scommessa, si sia affermata come un successo, forse anche inaspettato e non si è limitata ad ospitare cantine e istituzioni ma è voluta diventare luogo per la produzione di idee». Dopo di lui è intervenuto il presidente della Cantina di Santadi e del Consorzio del Carignano, Elvio Curreli che ha voluto mettere l’accento sul fatto che «i produttori del settore non si limitano a vendere vino, ma in maniera molto più universale a vendere un intero territorio che di quel prodotto è espressione».
Anche il vicepresidente del consorzio, nonché direttore della cantina di Calasetta, Gianluca Usai, è voluto entrare nel dettaglio dell’argomento soffermandosi sui numeri: «il Sulcis produce 2 milioni di bottiglie di Carignano Doc di cui il 70% per il mercato isolano e nazionale e il 30% per il mercato internazionale».
Il direttore della Coldiretti di Cagliari, Giuseppe Casu si è concentrato invece sulle criticità: «i cambiamenti climatici sono la sfida del presente e del futuro e c’è bisogno anche di una nuova educazione degli operatori: se non si cambia c’è il rischi di vedere sparire un’eccellenza come il vino». Dopo di lui ha preso la parola l’assessora alla cultura di Carbonia Giorgia Meli che ha evidenziato come: «dietro a una bottiglia c’è il trasferimento di tradizione, cultura e storia che devono andar oltre i confini». A seguire è stata la volta del presidente del cammino Minerario di Santa Barbara, nonché sindaco di Iglesias e presidente della provincia Mauro Usai, secondo il quale «sentire persone che raccontano il nostro territorio mettendo insieme la tradizione mineraria con quella vitivinicola è una grande soddisfazione».
L’ultimo intervento è stato quello più atteso ovvero quello di Pierdario Fasciano, miglior sommelier Fisar 2025, che prima del convegno ha trascorso 15 giorni sulle strade del Carignano incontrando produttori del settore, senza tralasciare le specificità storiche e archeologiche del Sulcis. Nel suo intervento oltre ad evidenziare come «fare vino è arte, perché è disegnare quello che la natura crea e trasformalo secondo le sensibilità di ciascuno” ha voluto rimarcare come il Sulcis “sia ricco di genuinità e di capacità di sperimentazione e innovazione di una classe giovanile di imprenditori vitivinicoli».
Le conclusioni sono state affidate a Beppe Vella, anche funzionario Coldiretti, che dopo aver ricordato il presidente onorario della cantina di Santadi, Antonello Pilloni ha rimarcato che: «il vino è cultura e come tale va assaporata e coltivata. Organizzare manifestazioni del genere non è semplice, da soli non si va da nessuna parte e quindi è importante fare rete e se si cresce è perché ognuno degli attori coinvolti ci crede». Al termine del dibattito si è dato il via alla manifestazione vera e propria in cui cittadini e turisti hanno potuto degustare i prodotti di nove cantine e di otto produttori enogastronomici di “campagna amica” di Cagliari.
