Sport e pesca sul lago Omodeo, svolta a un passo
L’obiettivo è una rete regionale delle acque interne capace di connettere ambiente, escursionismo ed economia localePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nuove opportunità per il Lago Omodeo. La Regione ha ampliato l’elenco dei bacini artificiali, dei canali e dei corsi d’acqua naturali potenzialmente idonei all’esercizio in sicurezza di attività ricreative e turistico sportive.
Nella precedente legislatura era stato introdotto il divieto di utilizzo dei natanti a motore nei bacini artificiali. Ora è stato aggiornato il quadro normativo, ampliando i siti idonei e intervenendo sulle norme d’uso del demanio idrico.
L’obiettivo è quello di favorire una fruizione ordinata e sicura dei bacini artificiali e dei corsi d’acqua. «Come consigliere regionale del territorio - spiega Salvatore Cau - mi sono impegnato affinché questa disciplina venisse modificata, perché l’Omodeo rappresenta una risorsa strategica per il Barigadu, per il Guilcier, per l’Oristanese e per tutte le comunità che vivono attorno a questo grande patrimonio ambientale. Parliamo di luoghi nei quali esistono già attività sportive e ricreative, imprese che hanno investito nell’escursionismo e nel turismo attivo, e amministrazioni che chiedono strumenti concreti per creare sviluppo senza consumare territorio».
Tra le principali novità vi è il chiarimento sul fatto che il divieto di utilizzo di unità con motore endotermico o ibrido riguarda i bacini destinati al consumo umano. Vi è inoltre il superamento dei divieti fondati su periodi stagionali rigidi: lo svolgimento delle attività sarà legato ai bollettini di criticità regionale, così da consentire l’utilizzo dei bacini ogni volta che le condizioni meteo-idrologiche lo permettano in sicurezza.
La scelta apre una prospettiva concreta per il Lago Omodeo ed altri bacini che possono diventare parte di una rete regionale delle acque interne capace di connettere ambiente, sport, escursionismo, pesca individuale da riva e nuove economie locali.
«La delibera consente inoltre all’ente gestore l’autorizzazione della pesca individuale. Rendere fruibili questi spazi è fondamentale per dare nuove opportunità ai territori, sostenere chi lavora nell’accoglienza e nell’escursionismo, promuovere lo sport all’aria aperta e costruire un modello di turismo sostenibile, presente non solo nei mesi estivi», sottolinea Cau. E aggiunge: «Il Lago Omodeo non deve essere visto soltanto come infrastruttura idrica, ma anche come paesaggio, identità e opportunità per le comunità che lo custodiscono».
