15 settembre 2010 alle 17:12aggiornato il 15 settembre 2010 alle 17:12
Scuola, i precari davanti alla Regione:tanti striscioni e cartelloni anti-Gelmini
Insegnanti vestite a lutto, fischietti, striscioni e cartelloni anti-Gelmini, e come provocazione sagome bianche disegnate sull'asfalto davanti al palazzo della Regione per rappresentare la morte dell' istruzione. Molti precari provenienti da tutte le parti della Sardegna hanno lanciato il loro grido d'allarme in viale Trento, davanti alla sede della Giunta, proprio il giorno del via ufficiale alle lezioni per circa 217 mila studenti.Una protesta in cui è stata annunciata l'intenzione dei parroci di suonare le campane a lutto. Secondo i sindacati mancano all'appello rispetto allo scorso anno oltre mille docenti e circa 650 lavoratori Ata. I numeri forniti dal Coordinamento precari Flc-Cgil parlano, per il territorio di Cagliari, compreso Medio Campidano e Iglesias Carbonia, di 440 pensionamenti (357 docenti, 83 Ata) e di 180 immissioni in ruolo (133 docenti, 47 Ata), e di una riduzione dei contratti a tempo rispetto al 2008. Al fianco della protesta organizzata da Cgil, Cisl, Snal, Gilda e Cobas anche il Consiglio provinciale del Medio Campidano, autoconvocato per denunciare il pericolo chiusura di diverse scuole. Alla manifestazione anche insegnanti di Gavoi, in Barbagia, dove la chiusura di alcune classi delle superiori porterebbe al "collasso del territorio" in tanti piccoli centri montani: da qui i manifesti "per la morte della scuola" mentre i parroci sono pronti a suonare le campane a lutto. Nel mirino non solo i tagli del Ministero della Pubblica istruzione, ma anche la Finanziaria. La principale richiesta riguarda l'apertura di una immediata vertenza con lo Stato per ottenere il riconoscimento, attraverso standard più favorevoli di quelli nazionali il riconoscimento delle specificità della Sardegna in materia di istruzione e formazione.
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