Sparo a Predda Niedda, Maninchedda al gip: «Legittima difesa»
Così l’indagato ha giustificato il colpo esploso lo scorso 19 gennaio contro Luca SilanosPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Legittima difesa». Così ieri, nell'interrogatorio di garanzia in carcere a Bancali, Giovanni Maninchedda ha giustificato lo sparo dello scorso 19 gennaio contro Luca Silanos a Sassari. Un colpo di pistola calibro 9 deflagrato nella concessionaria di auto usate a Predda Niedda, strada 23, come reazione all'ingresso dell'altro.
«Gli ho intimato più volte di non avvicinarsi», ha detto Maninchedda al gip Gian Paolo Piana. Poi, questa la versione dell'indagato, la reazione armata, puntando alle gambe. La pallottola ha raggiunto il femore di Silanos il quale, per ricomporre la lesione, ha subito una operazione chirurgica. Ma che cosa avrebbe giustificato l'arrivo dell'altro nel salone gestito da Maninchedda? Secondo quest'ultimo sarebbe stata una minaccia pesante proferita contro il sassarese dallo stesso Silanos, la sera precedente, alle casse di un supermercato cittadino.
Dopo lo sparo Maninchedda si era allontanato e una volta saputo dell'ordinanza di misura cautelare aveva deciso di costituirsi dai carabinieri, lunedì 2 febbraio, accompagnato dai suoi legali Luigi Esposito e Maria Assunta Argiolas. Intanto il prossimo 11 febbraio il tribunale del Riesame valuterà nel caso una misura meno afflittiva per Giovanni Maninchedda.
