Truffa madre e figlio disabile, donna condannata a Sassari
Fecero vendere a un’anziana una casa a metà del prezzo in cambio dell’adesione a un’inesistente banca che le avrebbe permesso di ottenere rendimenti elevatiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un anno e 8 mesi di reclusione. Questa la condanna inflitta, oggi in tribunale a Sassari, dalla giudice Marta Guadalupi contro la 62enne sassarese Maria Immacolata Orrù, imputata per circonvenzione di incapaci. L’altra accusata era Anna Usai, 54enne anch’essa sassarese, per cui è stata disposta invece l’assoluzione. Il reato è stato riqualificato dalla giudice in truffa.
Secondo le accuse nel 2017 le due donne avrebbero raggirato una 80enne facendole svendere la propria casa a metà del prezzo in cambio dell’adesione a una inesistente Banca Etica Cattolica attraverso cui le si prospettava, riferisce l’imputazione, “di aprire conti correnti e in tal modo ottenere rendimenti elevati”.
In più avrebbero intavolato la trattativa per la vendita alla vittima di un appartamento in via Verona che la Orrù le assicurava essere suo quando, in realtà, era di una terza persona del tutto ignara. Nelle manovre sarebbe stato coinvolto anche il figlio della 80enne, 41enne al tempo e oggi deceduto, il quale soffriva di gravi disabilità. Lo avrebbero convinto a vendere le quote di una cooperativa ricavandone 20mila euro, soldi che si aggiungevano a quelli già presi e che sono stati quantificati dagli avvocati di parte civile, Giuseppe Mele e Raffaele Rocco, con la cifra di 74.500 euro, mai più rivisti dalle parti offese.
La giudice ha stabilito per la Orrù anche una provvisionale di 54.500 euro immediatamente esecutiva. A difendere la 62enne l’avvocato Marco Manca mentre il legale Antonello Secchi ha assistito la Usai.
