È scontro aperto sulla gestione delle riscossioni tributarie e sulla possibile adesione del Comune di Alghero alla rottamazione quinquies. Le opposizioni attaccano duramente l’Amministrazione Cacciotto, accusata di procedere con ingiunzioni, pignoramenti e preavvisi di fermo su annualità che potrebbero rientrare nella definizione agevolata prevista dal Governo, senza fornire tempi e atti certi.

Fratelli d’Italia, con il capogruppo Alessandro Cocco e il coordinatore cittadino Pino Cardi, parla di “raffica di atti esecutivi” e di una gestione definita “iniqua”, contestando la narrazione dell’assessore al Bilancio Enrico Daga. Secondo FdI, le somme non riscosse negli anni 2020–2023 non possono giustificare le criticità dei servizi attuali, mentre l’avanzo di amministrazione sarebbe la prova di risorse incassate e non restituite in servizi. Cardi insiste su un punto politico: mentre altri enti e concessionari hanno sospeso le notifiche in attesa delle decisioni sulla rottamazione, ad Alghero si procede senza pause, con il rischio, afferma, di ridurre la platea dei debiti definibili. A difesa dell’operato amministrativo interviene la Secal Srl, che invita ad abbassare i toni ricordando come la rottamazione dei tributi locali non sia ancora operativa.

La società spiega di stare predisponendo dati e proiezioni per consentire al Comune di valutare l’adesione, sottolineando che nessun ente, allo stato attuale, ha attivato la procedura. Le attività di riscossione in corso vengono definite “normale operatività”, mentre ai contribuenti viene indicata la possibilità di accedere alle rateizzazioni, che potrebbero eventualmente confluire nella rottamazione. Sulla stessa linea si colloca il Partito democratico, che respinge le accuse dell’opposizione giudicandole strumentali. Per il Pd, la rottamazione è uno strumento complesso che richiede atti formali e tempi tecnici, e annunciare date senza basi normative sarebbe propaganda.

L’Amministrazione, affermano i dem, avrebbe scelto una strada di rigore e trasparenza, proseguendo nel frattempo con la riscossione ordinaria per evitare danni erariali e garantire equità tra i contribuenti. Di segno opposto le reazioni delle altre forze di opposizione. La Lega, con Michele Pais, definisce “sconcertante e disumana” la prosecuzione dei pignoramenti nonostante la legge sulla rottamazione, parlando di “macelleria fiscale” ai danni dei soggetti più fragili. Forza Italia alza ulteriormente il livello dello scontro: il coordinatore cittadino Andrea Delogu accusa il CdA della Secal di uno sconfinamento politico, utilizzato come “scudo” per coprire l’inerzia del sindaco e dell’assessore alle Finanze. Per FI, gli atti esecutivi potevano essere sospesi senza rischi per le casse comunali, e la responsabilità delle scelte è tutta politica.


 

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