Sassari, si lavora per l'apertura al pubblico della necropoli di Truncu Reale-Sant’Agostino
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro dialoga con l'Asi e il ComunePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un'importante scoperta archeologica che merita di essere aperta al pubblico. È l'obiettivo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, che ha avviato interlocuzioni sia con l'Area di Sviluppo Industriale sia col Comune di Sassari.
L'area interessata è quella di Truncu Reale-Sant’Agostino, di pertinenza del Consorzio sassarese Asi dove due anni fa è stata rinvenuta una necropoli ipogeica. La necropoli presenta tre tombe monumentali decorate con simboli scolpiti, in particolare nelle tombe denominate B1 o Tomba dei Portelli Decorati e B2 o Tomba d'Oro: nella prima ben cinque portelli nella cella principale presentano decorazioni, alcune delle quali mai attestate prima; la seconda è caratterizzata da una campitura in ocra gialla molto vivida nella cella principale.
La Soprintendenza di Sassari e Nuoro ne ha dato notizia nel corso della manifestazione “Giornata Nazionale del Paesaggio, Nuove energie in contesti vulnerabili”, tenutasi presso il Dipartimento di Architettura ad Alghero il 14 marzo 2024. Sempre nello stesso anno, ma a ottobre, lo scavo delle due tombe, effettuato con risorse messe a disposizione dall'azienda esecutrice, è stato presentato, ancora in corso d'opera, al Convegno Internazionale “Ipogeismo e megalitismo in Europa e nel Mediterraneo tra il V ed il III millennio a. C. La Sardegna, crocevia di popoli e di culture”.
Nel frattempo il sito è stato dichiarato di interesse culturale storico-artistico con Decreto Co.Re.Pa.Cu. n.21 del 13.10.2025.
Le attività sono state condotte dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari e Nuoro diretta dalla Soprintendente Monica Stochino, con la direzione scientifica della funzionaria archeologa Nadia Canu, il coordinamento sul campo dell'archeologo Luca Doro, coadiuvato da Bastiano Falchi e Giuseppina Palmas, direzione dei lavori arch.Valerio Oppo, ditta esecutrice Luciano Sini di Sassari, mentre le operazioni di restauro, avviate negli ultimi mesi con la supervisione della funzionaria restauratrice Sofia Bertolini, sono eseguite da Giuseppina Ianiri.
