«Un atto di gentilezza istituzionalizzata». Viene definito così, oggi in conferenza stampa a Palazzo Ducale, l’adesione al circuito Faro.Pass attraverso cui si viene incontro a coloro che soffrono di disabilità invisibili e si relazionano con gli uffici del Comune per le pratiche di cui hanno bisogno. Fibromialgia, autismo di primo livello, lupus, long covid, solo per citarne alcune, sono le malattie autoimmuni che condizionano le vite di circa 180mila persone soltanto in Sardegna.

«È un passaporto digitale - spiega lo strumento Loredana Lai, segretaria nazionale del Comparto Disabilità Confael, ricordando che è stato ideato da Rosalba Lai, in sinergia con il sindacato - Si può scaricare con facilità il QR code dal sito Faro.Pass indicando qual è la propria esigenza». L’operatore allo sportello avrà così modo di leggere la richiesta dell’utente senza alcuna invasione di privacy. «In questo modo annulliamo lo stress comunicativo», riferisce Lalla Careddu, assessora alle Politiche e servizi di coesione sociale e Pari opportunità. «Non si tratta di far saltare la fila. L’operatore semplicemente saprà, ad esempio, di dover portare una sedia o di parlare con lentezza per aiutare l’utente».

Su quest’ultimo aspetto Lai rimarca come la persona fibromialgica ha difficoltà a ricordare circa il 30% di quello che viene detto. Il servizio, già operativo, ha debuttato prima a La Maddalena, in seguito ad Aggius e adesso approda a Sassari.

Il sindaco Giuseppe Mascia si è soffermato poi sull’importanza di ampliare i servizi a favore della popolazione e sulla necessità di una iniziativa come Faro.Pass. I consiglieri comunali attivi nel promuovere il progetto, e presenti oggi in conferenza stampa, sono Angelo Azara, Anna Paola Rubattu e Antonio Paoni.  

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