Sassari, i sindacati di polizia di Stato al questore: «Serve un cambio di rotta»
«Non è più possibile chiedere ulteriori sacrifici»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Appello al questore di Sassari da parte di cinque sigle sindacali della Polizia di Stato, preoccupate per le condizioni di lavoro delle donne e degli uomini in servizio sia in questura sia negli uffici distaccati del territorio. Siulp, Siap, Sap, Coisp-Mosap e Silp Cgil, in una nota, denunciano che «la pressione operativa ha superato ogni limite di sostenibilità, determinando una situazione che non può più essere considerata compatibile con la tutela del benessere psicofisico del personale».
I sindacati fanno riferimento a turni aggiuntivi, servizi straordinari e disponibilità quasi illimitate da parte degli operatori, senza però, sottolineano, «un adeguamento e rafforzamento degli organici». «L’esiguo monte ore disponibile rispetto alle reali necessità operative - si legge nella nota - determina il ricorso al cosiddetto "terzo basket", con la corresponsione delle competenze economiche anche a distanza di due anni dalle prestazioni effettuate. Una condizione che incide ulteriormente sul benessere, sulla motivazione e sulla serenità degli operatori».
L’arrivo dei rinforzi estivi, spiegano le organizzazioni sindacali, «potrà solo attenuare, e non risolvere, gli eccessivi carichi di lavoro». «La provincia di Sassari continua a scontare carenze strutturali che richiedono interventi stabili e programmati, non misure emergenziali», aggiungono.
Per queste ragioni i sindacati chiedono al questore «di procedere con urgenza a una rivalutazione e armonizzazione dei carichi di lavoro nei diversi Uffici di Polizia della provincia, intervenendo tempestivamente sulle situazioni più critiche».
«È indispensabile che il confronto sindacale avvenga in un clima di reale ascolto e collaborazione - prosegue il comunicato - evitando che le legittime segnalazioni vengano ridimensionate attraverso interpretazioni formali che eludono il merito delle questioni».
In conclusione, le associazioni di categoria ribadiscono: «Non è più possibile chiedere ulteriori sacrifici. Il personale della Polizia di Stato ha già dato tutto ciò che era ragionevolmente possibile chiedere. Oltre questo limite non è più consentito andare».
