La salvezza della GeNa è possibile. Per il centro di riabilitazione sociosanitario di Sassari, alle prese con un concordato preventivo e un futuro incerto per i pazienti e circa 100 lavoratori, si è aperto uno spiraglio. Grazie alla delibera della Regione, e dell’assessorato alla Sanità lo scorso 7 agosto, si è incrementata la spesa, alzando il finanziamento in totale per i centri riabilitativi sardi, per il 2026, a circa 71 milioni e 800mila euro, modificando così l’altra delibera di maggio.

La quota destinata alla struttura di Villa Gardona permetterà di integrare i tetti di spesa indispensabili ad Ares per l’acquisto delle prestazioni e per la quota necessaria per l’aumento delle tariffe.

Il mese scorso, in questo senso, l’amministratore delegato della GeNa, Renato Giglio, aveva lanciato l’allarme lamentando come la mancata integrazione aveva creato “un vuoto finanziario insostenibile”. Ma adesso il quadro è del tutto cambiato e permette di vedere il futuro con meno incognite.

«Siamo molto fiduciosi», dichiara lo stesso Giglio. Anche perché il dispositivo regionale potrebbe avere un peso determinante nella procedura di concordato. «Senza la delibera il nostro piano non era credibile», continua l’amministratore delegato. Un progetto per rientrare dai debiti, e salvaguardare così il centro scongiurando l’ipotesi liquidatoria.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo la votazione del piano concordatario dove i creditori, dal 17 al 31 agosto, devono esprimere il loro parere, favorevole oppure no, sulla proposta di pagamento delle somme a loro dovute. Una volta concluso questo passaggio sarà il giudice a disporre la decisione finale.

© Riproduzione riservata