Iniziate oggi a Sassari le celebrazioni per i 230 anni dall’ingresso in città di Giovanni Maria Angioy. Il programma di “Tàtari tzitade rivolutzionària” è cominciato con la visita, nel Palazzo della Provincia, della Sala Sciuti da parte di 70 studenti del Liceo Artistico “Filippo Figari” e del Convitto Nazionale Canopoleno, lì dove si trova l’affresco “Ingresso trionfale di Giommaria Angioy a Sassari” (1878) del pittore Giuseppe Sciuti. Presente all’iniziativa il sindaco della Città Metropolitana, Giuseppe Mascia. “L’affresco di Sciuti rappresenta la collaborazione tra Sassari e il suo contesto- afferma- Senza le ville – in sardo biddas – la città perde la sua importanza. Ed è quello che stiamo cercando di fare con la Città Metropolitana di Sassari: integrare la città con il territorio e le comunità che ha intorno”. A contestualizzare il programma sono stati il professore Cristiano Sabino e Marcella Mara della Delegazione Fai di Sassari mentre Luna Sau, storica dell’arte, ha ricostruito la genesi e il significato dell’opera. L’esperta ha poi richiamato l’attenzione sull’insieme decorativo della Sala Sciuti che racconta diversi fasi della storia isolana, dalla nascita del Comune di Sassari, alla reggenza di Eleonora D’Arborea, alla resistenza anti cartaginese e antiromana. Il compito di collocare la figura di Angioy nel contesto più ampio dell’epoca è toccato allo storico Antonello Nasone. “Le università- riferisce- istituite per integrare la Sardegna nel sistema sabaudo, finirono paradossalmente per formare una nuova classe intellettuale che sarebbe diventata protagonista delle rivendicazioni antifeudali e antimonarchiche”.  Tra i dettagli dell’affresco, rimarcati da Nasone, quello del personaggio che regge la bandiera di Sassari, il sassarese Gioacchino Mundula, che guidò, clero incluso, quattordicimila rivoluzionari nell’assalto alla città, trasformandola nel centro della rivolta antifeudale. Le celebrazioni proseguiranno il 27 e il 28 febbraio con convegni e inaugurazione del murale dedicato alla ricorrenza e nei mesi successivi, fino ad aprile, con ulteriori momenti di approfondimento e iniziative artistiche.

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