Sassari, a processo con l’accusa di essere un falso cieco: «No, si muove a memoria». Assolto
Un 80enne con atrofia del nervo ottico accusato di truffa: i finanzieri lo hanno filmato mentre guardava orologio e cartelli. Ma per la corte il fatto non sussistePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I finanzieri lo hanno visto mentre guardava l’orologio oppure quando camminava privo di bastone o senza essere accompagnato dal cane guida, salutando le persone e riconoscendole. Lo hanno registrato mentre era alle prese con un cartello che, in apparenza, stava leggendo oppure con la toppa della serratura in cui infilava la chiave senza problemi.
Normalità, per la maggior parte delle persone, anomalie se risulti cieco al 100%. Oltretutto, il 70enne del Sassarese al centro della vicenda aveva chiesto pure il rinnovo della patente nonostante una commissione medica avesse decretato che soffriva di un’atrofia incurabile del nervo ottico.
Ragioni sufficienti per far scattare una indagine condotta dalle Fiamme gialle che, raccolti gli indizi sono scaturite in un processo in cui l’uomo è finito imputato con l’accusa di truffa aggravata per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Contestazioni dal 2007 fino ad anni recenti ma la patologia era stata riscontrata molto prima, intorno al 1995, portando all’attribuzione, da parte dell’Inps, di una pensione di invalidità. «E in tutto questo tempo ha percepito 200mila euro», ha riferito oggi in tribunale a Sassari, durante la discussione, la pm Alessia Sanna. Per la magistrata sussiste il raggiro, anche se è innegabile il problema alla vista. Va capito però quanto sia in realtà esteso. Certo, risultava sospetta la naturalezza con cui l’uomo, ad esempio, estraeva una sigaretta accendendola e dando l’impressione che vedesse. Al termine della requisitoria Sanna sollecita la condanna a un anno e 4 mesi. «Riteniamo che si sia invece adattato sviluppando la memoria motoria», sostiene l’avvocato della difesa Dario Masala. Lo riferisce ricordando che il suo assistito non è nato cieco ma lo è divenuto negli anni e in questo modo sarebbe riuscito ad “aggiustare” il proprio rapporto con lo spazio e gli oggetti.
Per il legale poi le considerazioni degli agenti sono dunque valutative e non per forza rispondono allo stato delle cose. In più il difensore ha ricordato come al 70enne, nel 2022, sia stato rinnovato il contributo per l’invalidità dalla commissione medica, a conoscenza del processo in corso e molto attenta quindi a valutare le condizioni dell’uomo. Al termine della Camera di consiglio il verdetto: la giudice Stefania Mosca-Angelucci ha disposto l’assoluzione perché il fatto non sussiste.
