Ittiri Folk Festa: 300 figuranti dal mondo per la Gran Parata
Gruppi sardi e stranieri insieme per una festa all’insegna di balli, suoni e coloriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La gran Parata di Ittiri Folk Festa, annunciata dalle Trombe e Tamburini “Sa Sartiglia” di Oristano, ha rappresentato il momento più partecipato e corale del festival internazionale organizzato dall'associazione Ittiri Cannedu con la collaborazione del Comune ittirese. La novità proposta dalla 41^ edizione è stata la chiusura del corteo con la tracca, di Settimo San Pietro, la maestosa coppia di buoi che ha tirato il carro dell'Associatzioni Parcu Culturali Cantadoris. L'alternanza tra i gruppi sardi e gli 8 gruppi stranieri ha consentito di alternare suoni, balli e colori di un corteo con circa 300 figuranti che sono partiti dal Convento di San Francesco hanno sfilato tra due ali di folla nelle vie del centro.
Il futuro di Ittiri Cannedu è rappresentato dalle giovanissime e dalle bambine e bambini dell’associazione e della scuola di ballo: un gruppone di oltre 40 persone che ha proposto non solo il celebre abito della festa con gli ormai noti bottoni d’argento, ma anche tutte le altre variazioni dell’abbigliamento tradizionale, che a Ittiri non si è mai perso. Appresso l’associazione “Il Sorriso” di Ittiri, con cui la collaborazione prosegue da anni e che, proprio la settimana precedente al festival, ha ospitato la partecipazione dei nostri bambini al loro evento “Tottumpare”. Eleganti nel portamento i due gruppi europei: il Folk Dance Ensemble “Volynianka” dell'Ucraina e l'ensemble “Mirko Srzentić” del Montenegro. Un'esplosione di colore ed allegria quella proposta dai gruppi sudamericani Compaňia Artistica “Danzar di Cali-Colombia, Winik Asik Ak Ot (Messico) e Ballet Argentino Caldén Gaucho di Santa Rosa (La Pampa). Apprezzata la danza polinesiana dell' Agrupación Cultural Mana Ma’ohi Rapa Nui che ha molti punti di contatto con l'abbigliamento e la danza scelta dal “Perù sentimiento y tradición” per la Gran Parata: entrambe le realtà portano in scena e custodiscono con orgoglio tradizioni profondamente radicate nel periodo precoloniale, mantenendo vivo un patrimonio culturale che continua ancora oggi a caratterizzare la loro identità.
Nell'alternanza con la Sardegna, lampi di Carnevale con le “Màscheras a lentzolu e burrones” di Ghilarza (simili a fantasmi) e “Su Maimoni e Is Ingestosu” di Tertenia (che prima della partenza hanno sancita una sorta di gemellaggio con L'Isola di Pasqua), i ritmi dei “Tumbarinos” di Gavoi, lo schiocco sonoro delle abili “Fruste del Campidano” di Monserrato e naturalmente il ballo sardo sia con Ittiri cannedu sia con l'Accademia delle Tradizioni Popolari “Città di Tempio”. C'è stato spazio anche per la msuica del Salento grazie al quartetto degli “Scazzicapieti” di Leverano. La giornata di domenica ha vissuto due altri momenti intensi. La mattina con la Messa dei Popoli nella Chiesa San Pietro in Vincoli, concelebrata dall'arcivescovo Monsignor Francesco Soddu e animata dal Coro “Boghes e Ammentos”. La sera col ballo nel Parco di Missingiagu. Stasera conclusione in piazza Marconi con la Rassegna di Saperi e musica dal mondo, cena etnica e balli in pizza. Martedì nella piazza Lo Quarter di Alghero gran finale con Argentina, Montenegro, Perù e Salento per “In Alghero Folk International”.
