«La preghiera colletta, ossia quella che ha introdotto la proclamazione delle letture di questa solennità, ha fissato come una sorta di fotografia: il senso profondo della odierna celebrazione in onore dei nostri Santi patroni Gavino Proto e Gianuario. E rivolgendosi a Dio ha espresso il senso di ammirazione che ciascuno di noi ha o dovrebbe avere nei loro confronti. Ammirazione che si esprime anzitutto per lo zelo da loro mostrato nella diffusione della fede e conseguentemente per la gloriosa testimonianza resa al Signore Gesù. Per questo motivo, in forza del loro esempio, abbiamo pregato che ci venga concessa la grazia di poterli imitare. Questo è il senso profondo della celebrazione odierna che ci viene data dalla liturgia».

Con queste parole l’Arcivescovo metropolita Francesco Soddu ha presieduto il solenne Pontificale in occasione della Festha Manna nella basilica dei Martiri Gavino, Proto e Gianuario a Porto Torres. Una concelebrazione con i parroci e sacerdoti della diocesi e della città- don Andrea Stara, don Michele Murgia e monsignor Salvatore Masia - avvenuta davanti ai sindaci di Porto Torres e Sassari, Massimo Mulas e Giuseppe Mascia, autorità civili e militari, sindaci dei comuni limitrofi e rappresentanti istituzionali.

«La vita dei nostri cari Gavino, Proto e Gianuario, a noi nota attraverso la splendida Passio, passa per noi sempre attraverso il Vangelo, - ha proseguito l'arcivescovo - che pur essendo un testo letterario di altissimo valore è per il cristiano qualcosa di più, ossia la vita anzi la persona stessa del Signore Gesù. I Martiri hanno capito che il mistero pasquale di morte, risurrezione e dono dello Spirito Santo sono il nucleo fondamentale della missione di Gesù e quindi deve essere anche di ogni credente. Conoscenza e amore generano la donazione e la donazione alimenta ulteriormente la conoscenza e l'amore. Umiltà che ha come principio la terra e in essa anche il proprio motore vitale, come il chicco di grano caduto per terra, piantato per terra muore porta frutto. Questo - come abbiamo sentito dalle parole di Gesù - significa dare la vita, non buttare la vita. Non sciupare la vita, ma donare. Direi che significa anche non subire le dinamiche della storia, quanto piuttosto viverle da protagonisti. Così come hanno fatto i nostri protomartiri Turritani».

Al termine della celebrazione, dopo il simbolico scambio delle chiavi tra i sindaci di Sassari e Porto Torres, si è svolta la tradizionale processione che ha attraversato il corso Vittorio Emanuele e culminata con la cerimonia di benedizione del mare, davanti la torre aragonese. 

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