Spiragli di speranza per la GeNa, l’istituto di riabilitazione per l’autismo di Sassari, e riferimento per tutto il nord Sardegna. Note positive riferite oggi da Cgil-Cisl-Uil Funzione Pubblica nell’assemblea coi lavoratori dell’Istituto Gesù Nazareno i cui posti di lavoro traballano da tempo e che la direzione della struttura sta cercando di salvare attraverso un concordato preventivo, al vaglio in tribunale, per rientrare dai debiti. Alla situazione già complessa si è aggiunta di recente un’altra criticità. Qualche settimana fa infatti i sindacati avevano fatto scattare l’allarme su un provvedimento della Regione che portava a una rimodulazione dei tetti di spesa con una riduzione stimata per le entrate di circa 900mila euro all’anno. «Tale condizione- avevano spiegato- rischia di incidere in maniera determinante sulla sostenibilità economico-finanziaria della struttura, al punto che è stato rappresentato come l’amministratore unico possa essere costretto a valutare il ricorso alla procedura fallimentare presso il Tribunale competente».

Questo quadro potrebbe però cambiare presto. «Abbiamo ricevuto rassicurazioni- dichiarano oggi Antonio Riu, coordinatore sanità per Cgil Fp di Sassari, Antonio Monni, segretario generale Cisl Fp Sassari e Augusto Ogana, segretario territoriale Uil Fpl- Il capo di Gabinetto presenterà mercoledì prossimo in giunta una delibera che modificherà le percentuali di attribuzione per la GeNa consentendo così il riequilibrio delle finanze».

Una boccata di ossigeno su cui la triplice resta cauta finché il tutto non verrà messo nero su bianco. E resta in ogni caso la spada di Damocle del concordato preventivo, in corso da quasi due anni, e che rende ancora indefinito il futuro dei 100 dipendenti e dei 69 pazienti di una struttura che rappresenta una delle eccellenze della sanità sarda.

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