Celebrazioni del 25 Aprile a Sassari, il sindaco Mascia: «Reagire al veleno dell’indifferenza»
Il primo cittadino: «Anche la nostra città ha conosciuto il fascismo»Nel video il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia
«Dobbiamo respingere l’idea secondo cui Sassari è stata una città senza fascismo e senza antifascismo». È uno dei passaggi del discorso fatto oggi, in piazza del Comune, dal sindaco del capoluogo turritano, Giuseppe Mascia, in occasione dei festeggiamenti per il 25 aprile.
L’intervento del primo cittadino ha riguardato le origini di quella Liberazione, di cui ricorre l’81° anniversario, così come il progressivo oblio dei valori dell’antifascismo che, afferma Mascia, «viene degradato a pensiero unico, come se fosse una pretesa imposizione ideologica».
«È una tecnica nota - spiega – svuotare le parole del loro significato storico, trasformare un principio in una “posizione di parte”, chiedere un “contraddittorio là dove non può esserci corrispondenza». Non tutte le idee sono equivalenti: «La democrazia non è obbligata a concedere cittadinanza politica a chi nega i suoi presupposti».
Il sindaco chiede di reagire al «veleno dell’indifferenza» rispetto al passato: «Siamo in debito con chi ha costituito la resistenza, non smantelliamo questa eredità. È l’unica eredità che rende possibili tutte le altre. Ecco perché occorre ricordare».
Parole che includono Sassari. «Non dobbiamo dimenticare- riferisce- che anche questa città ha conosciuto il fascismo. Non ha conosciuto i bombardamenti come altre città della nostra isola, ma lo ha conosciuto, negli atti, nelle restrizioni, nelle violenze, nella fame, nelle privazioni di libertà. E questa città non può nascondere i segni del tempo che ha vissuto e porta anche quei segni. Non dimentichiamolo, non pensiamo di averne schivato gli effetti». Una città proclamata dal consiglio comunale “Terra della Pace” e che, insieme alla sua comunità, «non si deve sentire estranea al dovere della memoria e non deve sentirsi immune dai rischi prodotti dalla fragilità che la democrazia ancora mostra nel nostro Paese e nel mondo».
«Una città- conclude- che intende riappropriarsi della sua identità e della dimensione comunitaria a lei più propria deve anzitutto riappropriarsi della sua storia. Fare i conti con un passato recente e complesso come quello in cui si è affermato l’antifascismo e hanno trionfato i valori della democrazia è un atto doveroso e necessario per colmare dei vuoti di memoria storica che potrebbero almeno in parte spiegare una certa crisi d’identità con cui proprio Sassari fa i conti da tempo».
Al termine dei vari interventi pronunciati, tra gli altri, anche dalla prefetta Grazia La Fauci e dal presidente della sezione sassarese dell’Anpi, Thomas Arras, sono stati resi gli onori ai Caduti, nel cortile di Palazzo Ducale, dove si trova la lapide che ricorda la data del 25 aprile 1945.