Il caldo cambia il volto delle vacanze, non ferma il turismo ma lo trasforma. Flussi che cambiano anche nell’isola dell’Asinara, dove nella stagione 2026 si registra un meno 37 per cento delle attività terrestri all’aperto, una tendenza negativa riequilibrata da un recupero del più 36 per cento delle attività marittime, segno che le alte temperature hanno spinto i visitatori a scegliere il mare. Un fattore principe dell’isola che offre cale e spiagge da sogno.

I dati sono stati illustrati in occasione del Forum  della Carta europea del turismo sostenibile – che interessa la Fase Cets 1 e 2 sul sistema di certificazione intrapreso dal Parco nazionale e seguito anche dalle aree protette del Nord Ovest della Sardegna. L’incontro si è tenuto nella sala conferenze dell’ente Parco Asinara alla presenza del presidente Gianluca Mureddu , del direttore Vittorio Gazale, del direttore del Parco regionale di Porto Conte, Giulio Plastina e dal presidente Emiliano Orrù. I dati sulla mobilità con focus su Asinara e Stintino provengono da Eager Analytics che per le analisi climatiche hanno incrociato i dati con Ecmwf- Open-Meteo. La società Eager ha evidenziato che non si può dimostrare un rapporto di causalità certo tra aumento delle temperature e cambiamento delle attività turistiche. «Quello che emerge, però, è una corrispondenza abbastanza evidente: nel 2026 si riducono soprattutto le attività terrestri all’aperto, mentre cresce la mobilità lungo le coste e sul mare. È una tendenza che abbiamo osservato più in generale in Sardegna, anche se con intensità diverse da zona a zona». In particolare tra le attività marittime all’aperto che prediligono i turisti figurano col segno più il kayak, canoa e sup con 37,1%, con più 23,8% il nuoto e lo snorkeling, aumenta del 57% anche la vela, nautica e motore più 52,8%, il diving del 9,5% e infine il pesca turismo con un più 20,9%. Calano le attività della corsa e del trail running con 45,6%, l’escursionismo con meno 42,8%, mountain bike diminuisce del 36,1%, ciclismo e cicloturismo con meno 32,3%, cammino e passeggiata del 29,5% e fuoristrada e quad meno del 20%. I dati aggiornati al 29 settembre scorso,  comprendono attività svolte sull’isola e lungo la costa di Stintino ma, più in generale hanno la funzione di leggere le abitudini dei turisti che frequentano l’area del Nord Ovest. Per il presidente del Parco Asinara, Gianluca Mureddu, «il dato rilevante che emerge è quello relativo ai periodi di maggiore caldo in cui si vede contemporaneamente una minore intensità delle attività terrestri e una maggiore intensità di quelle marittime». Secondo lo studio effettuato «non basta per dire che il caldo sia la causa, ma rende plausibile che abbia avuto un ruolo importante nel modo in cui i turisti hanno adattato le proprie giornate. Lo stesso vale per gli accessi alle attività economiche». Con l’aumentare della temperatura cresce anche la frequenza degli accessi e in buona parte dei casi la durata, con una correlazione particolarmente forte nel 2026. «Questo non significa necessariamente maggiore spesa, ma può essere compatibile con una maggiore ricerca di luoghi al coperto e di "comfort termico", oppure semplicemente con la necessità di trovare alternative quando diventa più difficile trascorrere molte ore all’aperto». Per il direttore Vittorio Gazale «questa tendenza potrebbe suggerire investimenti futuri sulla realizzazione di aree al coperto dove i turisti potrebbero trovare ristoro e un maggiore conforto contro le alte temperature».

Si tratta di comprendere se sia l’inizio di un nuovo trend o semplicemente una stagione particolarmente anomala. È anche possibile che in futuro i turisti si adattino diversamente, per esempio scegliendo periodi più miti anziché modificare le attività una volta arrivati. Nel corso del Forum sono state consegnate le nuove 15 certificazioni del Marchio di qualità e tre della Carta europea del Turismo sostenibile. In totale si registrano una cinquantina di imprese col marchio e 25 attività che hanno ottenuto la Cets, tutte operanti nell’isola dell’Asinara.

«Questo riconoscimento sta al centro di una politica tendenzialmente socio-economica, - ha detto il presidente Mureddu - una Carta che si muove secondo un legame territoriale, con aziende dentro e fuori confine dall’isola che adottando le peculiarità della Cets sono in grado di distribuire ricchezza, concentrata all’interno del territorio del Nord Ovest». 

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