La gestione dei rifiuti nel porto di Alghero entra nel sistema comunale e si prepara a coinvolgere direttamente diportisti, operatori della pesca e servizi di trasporto passeggeri. La Commissione I, presieduta da Giusy Piccone, ha approvato oggi le modifiche al Regolamento per la disciplina della Tari, introducendo nuove categorie dedicate alle utenze non domestiche presenti nell’area portuale. Le categorie riguardano le unità da diporto stanziali e non stanziali, i traghetti passeggeri e le unità da pesca. Il provvedimento arriva dopo che l’Autorità marittima competente ha preso atto dell’esenzione del porto di Alghero dall’obbligo di adottare uno specifico Piano di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi. Una decisione legata alle caratteristiche dello scalo algherese, frequentato prevalentemente da imbarcazioni da diporto, mezzi da pesca e unità per il trasporto passeggeri, mentre risultano limitati il traffico commerciale e quello mercantile. I rifiuti prodotti a bordo e conferiti in banchina sono infatti quasi esclusivamente assimilabili ai normali rifiuti urbani. L’area portuale potrà quindi essere integrata nel servizio comunale di igiene urbana, affidato alla Ciclat.

I diportisti e gli altri operatori entreranno così nella platea degli utenti del servizio di raccolta, con l’obiettivo di ridurre i costi e migliorare l’efficienza e la qualità delle attività. «Con questo passaggio, il Consiglio comunale sarà ora chiamato a esprimersi sulla disciplina Tari sulla base di elementi nuovi e maggiormente rispondenti al contesto del porto di Alghero, riportando a una condizione più aderente alla realtà la definizione delle categorie di utenza», commenta la presidente della Commissione, Giusy Piccone. La modifica dovrà ora passare all’esame del Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

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